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Vendita dell'auto online, il truffatore è l'acquirente

Bibbiano, la compravendita tra un 30enne del paese e un modenese fila liscia fino a quando non si scopre che sull'assegno per pagare c'era una firma falsa. Il furbo compratore cerca pure di rivendere l'auto su Internet

BIBBIANO. Questa volta il truffatore è chi ha acquistato online, addirittura un’auto, e poi ha cercato di rivenderla senza averla mai pagata. Si tratta di un uomo originario di Foggia che risiede a Modena. Ora è stato denunciato per truffa. Non solo non ha pagato l’auto in vendita online, ma ha anche cercato di venderla a sua volta su siti Internet, senza esserne, di fatto proprietario.
 
Solitamente è l’inserzionista ad essere raggirato ma questa volta le parti si sono invertite. Il furbo acquirente, oltre a non pagare l’importo di 12.000 euro, concordato per l’acquisto di una Renault Clio, ha rimesso in vendita su internet l’autovettura. 
 
La naturale conseguenza per quest’ultimo è stata la denuncia per truffa che i carabinieri di Bibbiano hanno inoltrato, dopo la denuncia da parte della vittima, un reggiano. 
 
Tutto ha avuto inizio lo scorso mese di gennaio quando un 30enne di Bibbiano, con il fine di vendere la sua auto, pubblicava su un noto sito di annunci la vendita della macchina. E’ stato quindi contattato da un uomo dichiaratosi interessato all’acquisto con cui concordava un appuntamento. 
 
Visionata l’auto e accordatosi sul prezzo (12.000 euro) la compranvendita sembrava procedere bene. Almeno fino a quando il venditore non si è recato in banca per incassare l’assegno postale, dopo avere già effettuato il passaggio di proprietà. In banca ha scoperto che l’assegno che gli era stato dato, e firmato davanti ai suoi occhi, aveva in realtà un firma apocrifa, cioè falsa. Ha subito contrattato l’acquirente che lo ha rassicurato dicendogli che avrebbe provveduto con un bonifico. Che però non è mai stato eseguito. 
 
Capendo di essere rimasto vittima di una truffa il 30enne si è rivolto ai carabinieri di Bibbiano che hanno avviato le indagini,
identificando il responsabile del raggiro.
 
 Quest’ultimo tra l’altro, come accertato nel corso delle indagini, acquistata l’auto a costo zero cercava di piazzarla pubblicando, con tato di foto, la vendita dell’auto su un noto sito di annunci.

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