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Il Vaisakhi riempie di colori e magia le strade di Novellara

Anche quest’anno si è ripetuta la tipica festa religiosa sikh In migliaia nei costumi tradizionali per il Nagar Kirtan

Il Vaisakhi a Novellara: "E' una festa religiosa e culturale" NOVELLARA. Cosa sia il Vaisakhi lo spiega, nel giorno della festa, una guida sikh. "E' una cerimonia di origine religiosa, ma anche culturale, perché ricorda il momento della fine del raccolto quando gli agricoltori dimostravano tutta la loro gioia e facevano festa. Partecipano all'evento anche esponenti di altre religioni. Per noi è anche un modo per fare vedere che ci siamo e che siamo attivi facendo del nostro meglio per l'Italia". LEGGI L'ARTICOLO

NOVELLARA. Alcune migliaia di indiani di religione sikh si sono dati appuntamento a Novellara per la celebrazione del Vaisakhi, la festa di primavera del sikhismo, del risveglio della natura, e della fondazione della Khalsa, la confraternita religiosa che riunisce i sikh praticanti “battezzati”. Una festa che si è ripetuta anche quest’anno, come ogni anno da quando nel 2000 l’allora presidente della Commissione europea, Romano Prodi, inaugurò il Gurduara, cioè il tempio sikh di via Bandini.


Si tratta del maggiore tempio sikh d’Europa, una specie di “Vaticano” dei Sikh in Italia. Quindi a Novellara sono arrivati sikh provenienti da tutto il reggiano, dalle provincie limitrofe e molti anche dalle altre regioni del Nord Italia. Ieri, dopo la mattinata al tempio ad ascoltare le salmodianti lodi a Dio e per il pasto rituale, alle 14 si è formato un lunghissimo e salmodiante corteo, chiamato Nagar Kirtan (che significa “lode a Dio per le strade della città”), accompagnato dal suono dei tamburi, coloratissimo da migliaia di donne avvolte nella dupatta, l’abito femminile tradizionale, molte con i bambini, e gli uomini per lo più in maglietta e jeans, con bandana e scalzi; e la minoranza dei “battezzati” distinguibile dalle lunghe barbe e dai turbanti arancione brillante o blu cobalto.



In testa alla processione c’era, come sempre sotto un baldacchino addobbato a festa, il libro sacro dei Sikh, il Guru Granth Sahib, dal XVII secolo l’unica autorità religiosa riconosciuta nel sikismo.



Accompagnato da un incaricato e scortato, in funzione puramente simbolica, dai Panj Piyare, cinque guardie armate di scimitarra. Il libro sacro, trainato da un trattore, era preceduto da uno stuolo di volontari scalzi, che scopavano energicamente l’asfalto e da una autobotte che lo lavava.



Dopo il lungo percorso, la processione ha fatto sosta in piazzale Marconi, davanti all’ingresso della Rocca comunale, per un breve incontro di cortesia con la sindaca Elena Carletti . Poi ha svoltato per via De Amicis e ha raggiunto il campo sportivo di via Indipendenza, dove la giornata si è conclusa con una serie di interventi di rappresentati della comunità sikh e delle istituzioni e la distribuzione gratuita di cibi e bevande.

I Sikh hanno cominciato ad arrivare in Europa dal 1980, per sfuggire alla violenta repressione scatenata contro di loro dal governo indiano a seguito dell’assassinio della premier Indira Gandi.

In Italia molti hanno scelto la valle padana per le somiglianze con la loro regione. Il Punjab è infatti una vasta pianura ai piedi dell’Himalaya. Per la Bassa reggiana, in difficoltà per la mancanza di manodopera locale per le stalle, il loro arrivo fu la soluzione ad problema reale.

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