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Mensa senza sprechi vanno ai volontari i cibi che rimangono

CAMPAGNOLA EMILIA. L’obiettivo è ridurre il più possibile lo spreco alimentare. Quello degli avanzi dalle mense che quando si tratta di bambini inevitabilmente, quando le pietanze sono meno...

CAMPAGNOLA EMILIA. L’obiettivo è ridurre il più possibile lo spreco alimentare. Quello degli avanzi dalle mense che quando si tratta di bambini inevitabilmente, quando le pietanze sono meno accattivanti di una pizza o una cotoletta, possono restare. Per queto, la giunta comunale di Campagnola Emilia nei giorni scorsi ha deliberato che le pietanze che restano - se restano - quotidianamente dopo che i bambini della scuola elementare hanno mangiato possono essere dirottate ai volontari che quel ...

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CAMPAGNOLA EMILIA. L’obiettivo è ridurre il più possibile lo spreco alimentare. Quello degli avanzi dalle mense che quando si tratta di bambini inevitabilmente, quando le pietanze sono meno accattivanti di una pizza o una cotoletta, possono restare. Per queto, la giunta comunale di Campagnola Emilia nei giorni scorsi ha deliberato che le pietanze che restano - se restano - quotidianamente dopo che i bambini della scuola elementare hanno mangiato possono essere dirottate ai volontari che quel giorno si occupano del servizio di refezione.

“Carte bollate” e decisioni che richiedono la firma del sindaco per definire qualcosa che un tempo forse, in una società meno complessa, avvenivano in maniera spontanea. Ma che al giorno d’oggi invece richiedono autorizzazioni e lasciapassare atti soprattutto a sgravare le parti in causa da responsabilità. Uno sforzo, è vero, che però ha il pregio di mettere in atto una buona pratica: quella di evitare di buttare via cibo buono.

«Tutto parte dal fatto che dall’anno scorso, il nuovo appalto per la mensa a Cir prevede il pasto multiporzione. Ogni giorno ci sono persone incaricaricate per la distribuzione» ci spiega il vice sindaco Cerico Valla. Persone che sono volontari. «Tre giorni a settimana di Auser, un giorno a settimana genitori - va avanti - E succede che a volte restino degli avanzi». Non si intende nei piatti dei bambini, bensì ancora “in pentola”. Da qui, la volontà condivisa di evitare che tutto questo vada a finire nel pattume. «Fatto salvo che tutti i bambini abbiano uguali porzioni e anche il bis se lo chiedono, nel caso rimanga cibo in eccedenza, i volontari che quel giorno prestano servizio hanno la possibilità di portare casa una porzione per sè». Un esperimento che parte ora, con una sacrosanta finalità. (el.pe)