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Salardi: «Ora voglio solo dimenticare»

Parla il pensionato di Reggiolo bastonato e rapinato, assieme alla moglie, da tre banditi. Tre ispezioni dei carabinieri

REGGIOLO. Proseguono a tambur battente le indagini per assicurare alla giustizia i tre malviventi che hanno compiuto la violenta rapina in una villa di Reggiolo ai danni dei coniugi Pietro Salardi ed Elena Artoni, entrambi 65enni.

«Voglio solo dimenticare – ha detto Pietro Salardi –. Sto bene fisicamente, ma non voglio più parlare di questo fatto che rischia di sconvolgere la nostra vita. Riceviamo continue telefonate e ci troviamo davanti a casa operatori di tv e giornali. Ora vogliamo stare tranquilli». Pietro Salardi è stato molto provato dalla rapina messa a segno da tre banditi che l’hanno picchiato e bastonato al punto da perforargli il timpano di un orecchio. È scosso a tal punto che solo ieri pomeriggio è andato in caserma per stendere formale e dettagliata denuncia.

Martedì pomeriggio i carabinieri della Scientifica sono tornati nella villa dei coniugi Salardi, al civico 25 di via Caselli, alla ricerca di impronte di scarpe e altri elementi utili alle indagini. E ieri sono stati eseguiti altri due sopralluoghi, o meglio ispezioni, nei dintorni della villa per un perimetro di 50-60 metri. Durante l’aggressione, infatti, pioveva nella zona isolata, e i militari della Compagnia di Guastalla e del Nucleo Operativo hanno voluto ritornare sul luogo due volte, con la luce del giorno, per ricostruire i movimenti della banda e non lasciare nulla d’intentato. Al setaccio anche le telecamere di videosorveglianza ai varchi d’ingresso di Reggiolo e Gonzaga. Le ricerche sono state estese anche alle province limitrofe, la Bassa mantovana e modenese. Infatti si ipotizza che i banditi siano arrivato da fuori Reggiolo.

La casa è dotata di un sistema d’allarme ma non di un impianto di videosorveglianza. Probabilmente i malviventi controllavano le abitudini dei due pensionati. Una settimana fa, quando è scattato l’allarme, si è trattato di una “prova” della rapina.

Intanto cresce la paura dei residenti della zona: su via Caselli ci sono molte case isolate al confine tra il territorio reggiano e mantovano, ovvero tra Reggiolo e Bondeno di Gonzaga. Il caso dei coniugi rimasti nelle mani dei rapinatori, dal chiaro accento dell’Est Europa, fa crescere l’allarme. I tre, armati di bastone e cacciavite con i volti travisati, sono penetrati all’interno della villa.

Pietro Salardi è stato aggredito e immobilizzato. I banditi lo hanno fatto stendere sul pavivemento, così come la moglie, e l’hanno

percosso per farsi dire dove fosse la cassaforte (che però non esisteva). I rapinatori, dopo aver messo a soqquadro la casa e arraffato il possibile, probabilmente hanno raggiunto un complice che fungeva da palo, che li attendeva a bordo di un’auto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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