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«Inopportuna la presenza ai seggi»

Il “Gruppo di discontinuità” su Maria Iaquinta: doveva dissociarsi

BRESCELLO. Dopo l’esposto presentato da Catia Silva e Leonardo Soncini, relativo alla presenza di Maria Iaquinta come scrutatrice al seggio elettorale di Sorbolo Levante, interviene il “Gruppo di discontinuità”. «Riteniamo sia stata inopportuna la presenza al seggio di questa persona», scrivono Paolo Monica e Lorella Galli. E spiegano che coloro che intendono partecipare alla vita pubblica e che hanno parenti sotto processo o comunque coinvolti (la donna è madre di Giuseppe Belfiore convivente della figlia del boss della ’ndrangheta Nicolino Grande Aracri e sorella di Giuseppe Iaquinta, imputato nel processo Aemilia, ndr) devono avere il dovere di dissociarsi pubblicamente, e concludono: «La persona in questione non ci risulta lo abbia fatto». Il Gruppo di discontinuità esce poi dal caso brescellese e allarga il discorso ai criteri generali per l’accesso dei cittadini all’albo degli scrutatori di seggio. «Tali requisiti – afferma il Gruppo – riteniamo non siano adeguati, in ogni senso. Oggi occorre avere ben chiaro che la mafia può “vestire giacca e cravatta”, sembrare “per bene”, ma essere ugualmente quel mondo che fa capo alla criminalità organizzata». Monica e Galli concludono: «Chiediamo quindi che lo Stato predisponga nuove normative».

Un commissario di Brescello specificando che l’estrazione degli scrutatori è avvenuta con un elaboratore

informatico ha fatto sapere che la commissione – consapevole delle vicissitudini familiari della donna, e per non lasciare nulla al caso – ha condotto ulteriori accertamenti, tra cui l’esame del casellario giudiziale, dal quale non è emerso nulla a carico della scrutatrice.

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