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Il boom del M5s reggiano nel segno della lotta al Pd

Mentre a livello nazionale si discute di alleanze a Reggio c’è una distanza siderale Ecco le tappe della crescita pentastellata, da domenica primo partito in provincia

Tre parlamentari reggiani eletti: Maria Edera Spadoni, Davide Zanichelli e Maria Laura Mantovani. Nessuna sede, banchetti un po’ ovunque e una pattuglia di 40 consiglieri nelle amministrazioni comunali della provincia. Una rete di circa 200 attivisti che si autofinanzia, con gruppi formati a Reggio, Rubiera, nella zona ceramiche, a Castelnovo Monti, Novellara, Guastalla, Fabbrico, Cavriago, Montecchio. E poi: un bacino Facebook di 4.550 contatti su Reggio Emilia, che diventano oltre 25mila nella pagina della deputata Maria Edera Spadoni. Ma, soprattutto, un bottino di 23 Comuni su 42 nei quali – con un totale di 86.419 voti in provincia (29,4%) – il M5s è diventato il primo partito reggiano, dopo tredici anni di dure battaglie contro quel Pd fermo a 84.750 voti (29,2%) e uscito annichilito dalle Politiche. Ma al quale adesso Luigi Di Maio sembrerebbe tendere la mano in funzione di un’alleanza di governo.

BOCCHE CUCITE. Dal M5s reggiano non parlano. La rotta da intraprendere è affidata solo al capo politico nazionale, incoronato prima da Grillo e Casaleggio, poi dalle urne. Una metamorfosi impensabile solo qualche giorno fa, quando M5s e Pd anche a Reggio se le davano di santa ragione su tutto, senza raggiungere mai un punto di intesa. A cominciare dai temi forti del M5s: ambiente, gestione dei rifiuti, contrasto alle mafie, lotta al gioco d’azzardo, mobilità ciclabile, lotta alla cementificazione.

DA VIA ROMA A ROMA. Tutto è cominciato nel 2005, alla Gabella di via Roma. È qui che è nato il Meet Up Grilli Reggiani-Amici di Beppe Grillo, nucleo dal quale l’8 marzo 2009 sono poi spuntate le allora liste civiche a 5 Stelle, primo passo verso la nascita ufficiale del Movimento, a ottobre dello stesso anno.

I PRIMI ELETTI. Il 2009 è l’anno dei primi eletti a 5 Stelle nei Comuni della nostra provincia. Contro l’allora sindaco di Reggio, Graziano Delrio, la lista civica 5 Stelle presenta Matteo Olivieri, che raggiunge il 3,5% ed entra in consiglio. Punte del 7% sono toccate a Roncadella, Bagno, San Bartolomeo e Codemondo. Eletti consiglieri anche a Guastalla (Davide Zanichelli con l’8%, ora parlamentare) e a Rubiera (Claudio Pifferi, 9%).

NO INCENERITORE. All’appuntamento elettorale del 2009, i Grilli Reggiani arrivano già con tre anni di intensa militanza alle spalle. Il 2006-2007 è il biennio di Beppe Grillo a Reggio e delle battaglia contro un nuovo inceneritore a Gavassa, per la chiusura di quello a Cavazzoli e a favore dell’estensione del porta a porta. Beppe Grillo viene a Reggio in quattro occasioni: l’1 marzo 2006 per depositare una mozione popolare, il 12 aprile 2006 per assistere al consiglio comunale, il 4 giugno 2006 e il 7 marzo 2007, quando il giorno successivo a un suo spettacolo porta 12mila firme raccolte da comitati e Meet Up a favore del porta a porta, in vista di un referendum, poi saltato. Al fianco di Grillo, si schiera anche Dario Fo, annunciando l’intenzione di fare campagna per il no all’inceneritore.

REGGIANI RAGGIANI. È in questo periodo che Grillo incontra anche Delrio. Ed è in questo periodo che entra a stretto contatto con il reggiano Walter Ganapini, all’epoca presidente di Greenpeace. In quegli anni nasce soprattutto il sodalizio con l’allora assessore all’Ambiente di Delrio, Pinuccia Montanari, e con Lorenzo Bagnacani, all’epoca portavoce del coordinamento dei Comitati salute e ambiente, successivamente con incarichi apicali in Iren: un tandem tutto reggiano ora a Roma, alla corte della giunta Raggi, dove la Montanari è assessore e Bagnacani ad Ama, municipalizzata dei rifiuti della capitale.

VAFFA DAY. Sempre il 2007, è l’anno del primo V-Day reggiano, dove vengono raccolte in poche ore 2.500 firme in piazza a favore del “Parlamento pulito”, dando il via a iniziative e convegni per la lotta alle infiltrazioni mafiose. Il M5s prende piede. E nel V Day 2008 trova anche il sostegno di Paride Allegri, partigiano, amministratore, ambientalista, pacifista. Sul blog di Grillo compare un suo video, poi proiettato a Torino. Nel frattempo, parte la raccolta firme del Meet Up per la creazione di un “mercatino km 0” in piazza Fontanesi, in appoggio a Coldiretti. Le firme vengono allegate alla mozione di Mario Monducci (Gente di Reggio) e vengono portate in consiglio con un’azione degli attivisti del Meet Up. La mozione viene approvata e a giugno 2009 nasce il mercato contadino di piazza Fontanesi, prendendo il posto del “gruppo di acquisto solidale” a km zero, creato sempre dal M5s con oltre 50 aderenti.

ALBERI E VOTAZIONI. Un’altra raccolta firme è per realizzare un bosco urbano ai lati dell’aeroporto: oltre 7.000 adesioni. Anni dopo il M5s pianterà in 3 anni oltre 3.000 alberi sia al bosco urbano che a Sesso, a quello che diventerà il parco Dario Fo e a San Prospero. È l’iniziativa “1000 alberi”, l’unica in collaborazione con il Comune, assessorato all’Ambiente. Sempre nel 2008, vengono lanciate le “primarie dei cittadini”. È il seme delle liste civiche 5 stelle, che vengono presentate a Firenze l’8 marzo 2009. A farlo, per quel che riguarda il tema rifiuti e sviluppo sostenibile, anche il reggiano Matteo Incerti, vero uomo macchina del Movimento e responsabile comunicazione del gruppo M5s in Senato. Il voto del giugno successivo porta i primi eletti nei consigli comunali reggiani. Le battaglie M5s intanto continuano. Due anni dopo la raccolta firme per il Parlamento pulito, nel settembre 2009 i tre grillini Matteo Incerti, Silvia Incerti (attuale consigliera in Sala Tricolore) e quello che diventerà il primo grande ex, Giovanni Favia, si paracadutano in tandem sul cielo del Campovolo, dove si svolge FestaReggio, formando con fumogeni una “V” rossa in cielo. Le iniziative si susseguono. L’avversario principale è sempre il Pd. Soprattutto nell’ottica delle elezioni regionali del marzo 2010. Il Pd a Reggio prende il 45,8%. La lista M5s non supera il 5,2%, toccando il 6.1% per l’elezione del candidato presidente, con punte del 15% a Castellarano e Casalgrande.

VOLANO STRACCI. Entrano in Regione Giovanni Favia e Andrea Defranceschi, che danno il via anche alla lista di fuoriusciti dal M5s, in una legislatura macchiata da polemiche espulsioni ed epurazioni. Favia viene messo fuori dal Movimento per un fuorionda su Casaleggio a Piazzapulita. Sul blog, successivamente Grillo espelle anche Defranceschi per una questione relativa alla gestione dei fondi. È il primo vero terremoto interno al M5s, fra polemiche sulla trasparenza del blog, sul meccaniscmo decisionale e sul sistema di reclutamento dei candidati. A Reggio, nel frattempo il M5s si schiera a favore dell’acqua pubblica, mettendo nel mirino Graziano Delrio come principale avversario .

VERSO IL PARLAMENTO. A dicembre 2012 si svolgono le parlamentarie. Il M5s raccoglie firme per presentarsi alle elezioni del 2013. A Reggio conquista il 24% alla Camera e il 22% al Senato. A Castellarano e Casalgrande tocca il 29%. Il Pd viaggia sul 40% abbondante. Vengono elette due reggiane: Maria Edera Spadoni e Maria Mussini, che lascerà il M5s in disaccordo con il gruppo parlamentare al Senato nel 2014, presentando anche le dimissioni da senatrice dopo l’espulsione di quattro colleghi ed entrando nel gruppo Misto. Il 6 marzo 2014, Grillo con un post la dichiara fuori dal M5s.

BATTAGLIA DELLE PIAZZE. Il maggio 2014 è la volta delle amministrative e delle Europee. Grillo e Renzi si sfidano a distanza in piazza Prampolini, con due comizi gremiti fino all’inverosimile nel quel se le danno di santa ragione. È almeno la decima volta in nove anni che Grillo arriva a Reggio, proprio mentre si alza il tiro sulla lotta alle infiltrazioni. Alle urne, il M5s si trova però davanti al trionfo del Pd renziano, che a Reggio tocca anche il 56,1% per le Europee, replicando numeri da record a novembre, alle regionali, dove non scende sotto il 50%. Il M5s si scopre seconda forza in città e prima forza d’opposizione, raggiungendo a maggio il 17,5% di lista per le comunali, ed eleggendo 6 consiglieri in Sala Tricolore, 40 in tutta la provincia.

Alle europee, tocca il 19% su scala provinciale. A novembre, invece, il tonfo al 13,8% delle Regionali, riuscendo a piazzare comunque sei consiglieri.

Fra questi, anche il reggiano Gianluca Sassi, espulso alla vigilia del voto di domenica per le mancate restituzioni al fondo microcredito, poche settimane dopo il tour reggiano di Luigi Di Maio, nuovo capo del Movimento. L’ultima bufera prima del trionfo di domenica scorsa.

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