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Asp, i Comuni aprono al confronto

Carpineti, un tavolo di lavoro per decidere se va fermata l’esternalizzazione

CARPINETI. Partirà un tavolo di lavoro per valutare la possibilità di mantenere in ambito pubblico la gestione dell’Asp Don Cavalletti di Carpineti. Lo annuncia l’Unione Appennino Reggiano, che spiega di star «predisponendo l'attivazione, in collaborazione con le parti sociali, di un tavolo di lavoro ristretto per capire gli eventuali margini di intervento sul mantenimento di una gestione pubblica dell’Asp». Il tema è uno dei più sentiti in montagna. Il Don Cavalletti, di cui sono soci i Comuni appenninici, gestisce la residenza anziani di Poiago e il servizio di assistenza domiciliare in diversi paesi della montagna. Negli ultimi anni ha registrato forti perdite, nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro, e gli enti proprietari hanno valutato come possibile soluzione l’affido dei servizi a una cooperativa esterna, spiegando che le risorse presenti dovranno anche essere destinate alla sistemazione del patrimonio immobiliare dell’Asp. L’idea ha generato la fortissima opposizione di dipendenti e sindacati, dopo mesi di accuse e di proteste è stato indetto un primo sciopero generale di 8 ore per venerdì 16 marzo. Ora arriva questa apertura dei Comuni, che va a rispondere a una delle richieste della controparte: fra le lamentele di sindacati e maestranze vi era proprio la chiusura di un tavolo di discussione e quella che veniva definita «assenza di confronto».

L’Unione apre a un tavolo in cui poter ragionare. Non è un passo indietro, ma un ulteriore tentativo di cercare una strada alternativa che comunque dovrà dipendere dalla tenuta economica: i margini per restare nella gestione pubblica «non potranno prescindere da una attenta analisi dei dati e dell'andamento gestionale degli ultimi anni, se possibile raffrontandoli con i risultati della parte di Asp a gestione privata, e qualsiasi scelta dovrà, come già anticipato dal presidente Bini, garantire una sostenibilità dell'azienda nei prossimi anni». Se i conti non tornassero, il percorso dell’affido esterno rimane sul tavolo. E nel conto vanno messi «i problemi ormai impellenti legati alla necessità di interventi strutturali sulla sede: nei giorni scorsi si sono verificati guasti all'impianto idrico che hanno segnalato ancora una volta come sia non più rinviabile ormai una ristrutturazione degli stabili». Come si muoverà il tavolo? Dovrebbe partire nei prossimi giorni e proseguirà il lavoro «fino alla fine di aprile quando saranno tirate le somme di quanto emergerà». A oggi, non è chiaro se questa novità inciderà sulle scelte dei sindacati ed in particolare sullo sciopero già annunciato. Nel frattempo, è ufficiale il passaggio a un gestore esterno del servizio di assistenza domiciliare per i Comuni di Castelnovo

Monti, Vetto e Casina. Non è una “anticipazione” del futuro, sostengono i Comuni, ma una scelta presa già in precedenza: «Si tratta di una scelta che era già stata presa e annunciata da tempo, che non è legata all'impostazione futura dell’Asp».

Adriano Arati

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