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dopo le elezioni politiche 

Appennino senza parlamentari È la prima volta dal 1946

CASTELNOVO MONTI. Al di là dei risultati elettorali, c’è un dato emerso incontestabilmente dalle politiche appena concluse e che riguarda il territorio dell’Appennino reggiano: dopo moltissimi anni,...

CASTELNOVO MONTI. Al di là dei risultati elettorali, c’è un dato emerso incontestabilmente dalle politiche appena concluse e che riguarda il territorio dell’Appennino reggiano: dopo moltissimi anni, a Roma non ci sarà alcun parlamentare, né alla Camera, né al Senato, della zona montana reggiana, che pure si trova, oggi più che mai, nella necessità di farsi sentire per salvaguardare servizi (a volte senza riuscirci, come nel caso del punto nascite di Castelnovo Monti), ma anche l’indotto e la produttività. In definitiva, per mantenere uno standard di vita e di residenti che ne possa garantire il futuro. Sembra un dato poco importante, forse non più in linea con il mondo moderno in cui le distanze e la capacità di interloquire con chiunque e ovunque è aumentata esponenzialmente. Ma la conoscenza diretta dei luoghi, dei problemi e delle caratteristiche di un’area che un parlamentare del territorio potrebbe avere, non è certo secondaria. Inoltre, guardando a un passato anche recente, l’Appennino è stato in grado di sfornare elementi di spicco della classe politica di livello provinciale, regionale e nazionale. Tra gli altri, un nome che spicca è quello dell’onorevole Pasquale Marconi, membro dell’Assemblea costituente, parlamentare nelle prime tre legislature della Repubblica, dopo essere stato partigiano e sindaco. Esponente democristiano, ha fondato l’ospedale poi diventato il Sant’Anna e tra i progetti portati in porto l’acquedotto della Gabellina.

Ci fu poi Nello Lusoli, nato a Carpineti, sindaco di Carpineti e Ramiseto, senatore dal 1963 al 1968, comunista, uno dei principali protagonisti dell’elaborazione della legge per la costituzione delle comunità montane e artefice del programma, che divenne legge, di trasferimento dell’abitato di Succiso, investito da un fenomeno franoso di vaste proporzioni.

Di Carpineti è anche Alessandro Carri, parlamentare nella VI legislatura e senatore nella VII, anche lui espressione del Pci, membro della commissione Lavori pubblici e comunicazioni e poi della commissione di Vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

Fausto Giovanelli è stato uno dei rappresentanti dell’Appennino più “longevi” per quanto riguarda la permanenza in parlamento: dalla XI alla XIV legislatura. Durante la sua attività parlamentare, in Senato, sono state realizzate opere che, comunque si possano valutare, sono state importanti per la montagna: dalla conclusione della galleria del Seminario lungo la statale 63, alla costituzione del parco nazionale che attualmente presiede.

Poi c’è stata Leana Pignedoli, senatrice nelle ultime due legislature, che ha avuto un ruolo importante per le operazioni di manutenzione della statale 63 e nel settore dello sviluppo agricolo anche in qualità di membro della commissione parlamentare. Tutto questo senza contare Romano Prodi che, anche se non originario dell’Appennino reggiano, qui è sempre stato di casa e torna ancora con grande frequenza, tanto da essere trattato quasi come un carpinetano (ha anche la cittadinanza onoraria del Comune matildico).

Quest’ultima tornata elettorale ha visto come unico candidato dell’Appennino Robertino Ugolotti che correva al senato per Civica Popolare, il nuovo soggetto politico fondato da Beatrice Lorenzin, ma non ce l’ha fatta ad essere eletto.

Tanti candidati sono venuti in montagna durante le settimane della recentissima campagna elettorale, ma contare su una rappresentanza territoriale non sarà forse più così scontato come lo è stato fino a ieri.

In generale poi, al di là della rappresentanza a Roma, si fatica a vedere all’orizzonte un peso politico del territorio appenninico come era solo fino a pochi anni fa: di Giovanelli e la Pignedoli

si è detto, ma si possono aggiungere Enrico Bini che, prima di essere sindaco di Castelnovo Monti e presidente dell’Unione Comuni dell’Appennino, è stato presidente della Camera di commercio di Reggio, o Sonia Masini, che è stata a lungo presidente della Provincia.

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