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INTERATTIVO/ Elezioni 2018, in provincia di Reggio il M5s è il primo partito in 23 Comuni:  le mappe  del voto

INTERATTIVO/ Elezioni 2018, in provincia di Reggio il M5s è il primo partito in 23 Comuni: le mappe del voto

La nuova geografia dopo le consultazioni di domenica

REGGIO EMILIA. Sono 23 su 42 i comuni reggiani dove, alle ultime elezioni politiche, il Movimento 5 stelle è diventato il primo partito. Due, invece, sono i feudi leghisti (Villa Minozzo e Vetto), dove il Caroccio è riuscito a mettersi alle spalle sia il M5s sia il Partito democratico che, in base ai voti ottenuti alla Camera domenica scorsa, resta leader soltanto in 17 Comuni.

Ecco le mappe e la nuova geografia politica di Reggio Emilia e provincia. Sia le “gerarchie” in base ai singoli partiti che quelle per coalizione. Fatta eccezione Ventasso, Castelnovo Monti e Carpineti, il “feudo rosso” della sinistra tiene principalmente nei territori attorno al Comune capoluogo e si snoda verso il Po, fino a raggiungere Guastalla e Luzzara. Ad assediare le mura elettorali del Pd vi è una marea gialla, colore tradizionale del movimento grillino, che è cresciuto notevolmente nei consensi nella nostra provincia rispetto alle elezioni di cinque anni fa.

La mappa del voto alla Camera: M5s primo partito della provincia

La mappa del voto al Senato: l'ondata gialla del M5s

Le coalizioni: la mappa rosso-blu. E' stata profondissima l’emorragia di voti registrata dai dem rispetto alle ultime Politiche: reduce dal 50,3% del 2008, il 24 e 25 febbraio 2013 alla Camera il Pd aveva preso 128.139 voti, pari al 40,9% (al Senato raggiungeva il 43,2%). Il M5s era a quota 24,2% (al Senato diventava il 22,6%), la Lega aveva appena il 2,4%. Uno scenario completamente rivoluzionato dal voto di domenica: alla Camera, il Pd prende 84.750 voti, pari al 29,2%, scavalcato di un soffio dal M5s, arrivato a quota 86.419 voti in provincia, raggiungendo il 29,4% in un testa a testa con i dem.

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In casa centrodestra, la Lega balza invece dal 2,4% di cinque anni fa al 15,8% di domenica (47.012 voti), trainando dietro di sé tutto il centrodestra, dove continuano comunque a non brillare né Forza Italia (8,9%, rispetto al 13,4% del Pdl nel 2013), né Fratelli d’Italia (1% nel 2013, domenica ha preso il 2,7%).

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Il centrodestra riesce a strappare ai dem il derby parmigiano del Senato: all’uninominale 7, il candidato del centrosinistra, Giorgio Pagliari, prende 87.356 voti (31,3%) e si arrende alla leghista Maria Saponara, eletta con 89.858 voti (32%). Terzo il candidato reggiano M5s, Marco Montanari, escluso eccellente con 77.797 voti (27,8%).

Il miracolo Pd degli uninominali. Negli altri uninominali, tuttavia, quel che resta del Pd di via Gandhi fa un mezzo miracolo: vince il ministro uscente Graziano Delrio, eletto nel collegio cittadino della Camera con 44.672 voti (35,9%), contro il 28,4% della deputata uscente M5s, Maria Edera Spadoni (35.262 voti, è eletta nel plurinominale) e i 32.014 voti della leghista Agnese Zaghi (25,7%); vince di un soffio Antonella Incerti nel collegio della provincia alla Camera: 54.975 voti (31,6%), contro i 52.868 della M5s, Rossella Ognibene (30,4%) e i 51.225 della leghista Maura Catellani (29,5%); al collegio uninominale cittadino del Senato, infine, la spunta la deputata uscente Pd, Vanna Iori, con 84.575 voti (32,8%), contro gli 80.698 della leghista Claudia Bellocchi (31,3%) e i 70.091 di Maria Laura Mantovani (27,2%), che dal M5s considerano destinata ad entrare con il plurinominale.

La mappa del voto: così le coalizioni al Senato

La mappa del voto: così le coalizioni alla Camera

Ma il tris messo a segno dal Pd nei testa a testa uninominali è il risultato di una situazione a macchia di leopardo, ormai lontana anni luce da quell’ondata rossa che invadeva la nostra provincia.

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La montagna reggiana diventa sempre più un baluardo del centrodestra. E persino a Castelnovo Monti vince la candidata leghista Catellani. Nella Bassa, nel distretto ceramiche e nel resto della provincia, i Comuni considerati tradizionalmente renziani si riscoprono a 5 Stelle o leghisti. Avviene a Casalgrande, con la candidata alla Camera, Rossella Ognibene, del M5s, che vince con il 38,3% (la Incerti si ferma al 27,5%) e con il candidato M5s al Senato, Marco Montanari, al primo posto (37,6%, contro il 27,5% di Pagliari). Uno scenario che si ripete, mutatis mutandis, anche a Castellarano.

E poi Boretto (dove il centrodestra alla Camera raggiunge il 37,9%), Cadelbosco Sopra (M5s primo partito con 30,6%, centrodestra prima coalizione 30,8% e Pd non sopra il 26,76%). Diventa meno rossa anche la Cavriago del busto di Lenin, dove Delrio vince contro la Spadoni solo per un centinaio di voti, 1.960 contro 1.866. Situazione inversa a Rubiera, dove la Spadoni batte il ministro uscente: 2.931 contro 2.783. A Gattatico, patria dei fratelli Cervi, il M5s è al 32,8%, il Pd al 26,7%, la coalizione di centrosinistra terza. A Reggio capoluogo, i nuovi rapporti di forza dicono Pd al 29,6% e M5s al 27,6%.


 

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