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«Troppi volti del passato sconfitta sonora per LeU»

Mirko Tutino non usa mezzi termini visto il risultato anche su scala reggiana «Ma abbiamo pagato la nostra difficoltà a far emergere discontinuità»

REGGIO EMILIA. Cita Gramsci, guarda al futuro del suo partito ma non esclude di lasciare il passo ai più giovani facendo politica dalle seconde file. E dire che Mirko Tutino non è certo un politico compassato vista l’età anagrafica. Ha 34 anni ma il suo curriculum lo vede in pista sin da giovanissimo. La botta presa però domenica - un misero 5,49% all’uninominale di Reggio dove era candidato contro i campioni di voti Graziano Delrio (Pd) e Maria Edera Spadoni (M5s) - sarebbe capace di fiaccare anche gli animi più tenaci. L’ex segretario dem a Cavriago, uscito mesi fa in direzione Liberi e Uguali, parla del milione e fischia di voti ottenuti da Leu a livello nazionale bollandolo come «molto al di sotto delle aspettative che ci eravamo dati quando siamo nati». Vale a dire pochi mesi fa: una forma embrionale di sinistra ex Ds appoggiata in maniera forte e palese anche a Reggio dalla Cgil dopo le prove anti-renziane portata a segno con il no al referendum. Anche nella capitale rossa, però, c’è stato uno spostamento del voto verso destra. A Reggio da sinistra si è coagulato al centro - vedi Delrio e la corrente cattolica - facendo poi un salto a destra, verso Lega e 5 stelle. Leu fa bene a Rosta Nuova, alla Canalina e al Rione Cln, ultime roccaforti rosse. «Ma abbiamo sicuramente pagato la nostra difficoltà a far emergere discontinuità con il passato». Dietro a Leu ci sono infatti

Bersani e D’Alema. «Vero, e infatti sono andati male anche nelle loro circoscrizioni - dice Tutino - Chi voleva cambiamento è andato da un’altra parte». Resta assessore? «Questo lo deve decidere il sindaco Vecchio. La mia volontà c’è. Però le candidature potrei lasciarle ad altri».

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