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Delrio parla su Facebook poi corre al capezzale Pd

«Davanti a un quadro ormai definitivo» il neodeputato ha ringraziato gli elettori poi nel pomeriggio ha raggiunto Roma per assistere alla conferenza di Renzi 

REGGIO EMILIA. Mentre è in viaggio verso Roma, affida a Facebook le uniche parole a commento di questa tornata elettorale. Dentro a questo voto ci sono la sua prima elezione a deputato ma anche la più grande scoppola che il centrosinistra abbia mai avuto. «Non parlerà, oggi no» ci dino dal suo entourage. E del resto, le parole che Delrio affida alla sua pagina Facebook, non sono certo le parole del “fratello maggiore” di Matteo Renzi, nè quelle del ministro, nè appaiono come quelle di uno dei big del Pd. Semmai, le parole di Delrio si trovano già del copione del perfetto deputato sul territorio, ancorché di un partito destinato all’opposizione. Lo si capisce dalla cura con cui il ministro cita - nel ringraziarne gli elettori – tutti i comuni del suo collegio. E per il resto quasi nessun accenno a quel che peraltro è sotto gli occhi di tutti. Quasi. Se non ci cadesse l’occhio su quell’avverbio, all’inizio del posto: ormai...

«Davanti a un quadro ormai definitivo - scrive l’ex sindaco di Reggio - desidero ringraziare tutte le cittadine e tutti i cittadini di #ReggioEmilia, #Cavriago, #Correggio, #SanMartinoinRio e #Rubiera, che hanno deciso di darmi fiducia e di votarmi per la Camera dei Deputati. È un onore poter rappresentare la mia terra e spero di farlo al meglio, rendendo conto del mio impegno. Grazie a chi ha lavorato a questa campagna, alla comunitá del Partito Democratico, alle forze della coalizione, a tutti quelli che ci hanno creduto e ci hanno messo cuore e passione: siamo all'inizio di un nuovo impegno per il bene del Paese e sarà un lavoro che faremo insieme».

E mentre, senza parlare, Delrio è in viaggio verso Roma, a Roma il suo nome riprende a circolare - come quasi sempre accade nei momenti

più caldi della vita politica di questi ultimi anni - come uno dei possibili traghettatori del partito in questo passaggio storico che oggi ha tutti i crismi di un calvario. Ma qualcuno, tra i suoi elettori reggiani si chiede perché debba essere lui a portare la croce.



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