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Correggio resta Dem Malavasi: «Premiato il nostro lavoro»

Il sindaco: «Soddisfatta del dato locale, ma la Lega fa paura» E Fabbrico rimane la roccaforte del Pd con il 37,74% dei voti

CORREGGIO. Se in riva al Po il Pd ha dovuto affrontare una debacle storica, nel distretto correggese i numeri per il partito di Matteo Renzi sono stati meno impietosi, seppur in calo rispetto alle ultime tornate elettorali.

In diversi comuni il Pd ha superato la soglia del 30%: il dato più basso è quello registrato a Rio Saliceto con il 30.97, a Bagnolo è stata toccata quota 32.24%, valori similari a Campagnola e Rolo (rispettivamente con il 34.93 e 34.44) e infine Fabbrico si è confermata una delle roccaforti della sinistra, con il 37.74%.

A Correggio, comune capodistretto, il Partito Democratico alla Camera è arrivato al 34.43%, dato in flessione rispetto alle elezioni politiche del 2013 ma sufficiente per essere ancora il primo partito.

Alle sue spalle, il Movimento 5 Stelle tocca quota 27.31% mentre la Lega guadagna quasi 11 punti percentuali sfiorando il 13%. Abbiamo esaminato questi numeri insieme al sindaco Ilenia Malavasi.

Malavasi cosa pensa di questi risultati elettorali?

«Qui il Pd ha tenuto leggermente di più rispetto alla media provinciale ma è un dato che non ci deve bastare, perché siamo andati molto male rispetto alle aspettative. Si è registrato un netto miglioramento del Movimento 5 Stelle ma il dato clamoroso è quello della Lega, che diventa la prima forza del centrodestra anche a livello correggese, superando persino Forza Italia. Va dato loro atto di aver ottenuto dei risultati importanti».

Sul risultato del Pd cosa dice?

«Esprimo soddisfazione per il dato locale, ovviamente pur non cantando vittoria. Rispetto alle difficoltà del territorio il giudizio degli elettori avrebbe potuto essere ancora più severo ma vediamo che qui il risultato è stato di poco al di sopra della media, a significare che è stato apprezzato il lavoro serio che è stato fatto dall’amministrazione».

Come motiva la crescita della Lega?

«Su temi legati alle politiche dell’immigrazione ha generato paura, così come sull’aspetto della sicurezza. Evidentemente il Partito Democratico non è stato in grado di cogliere la richiesta di giustizia espressa dai cittadini rispetto alle tante insicurezze. E negli elettori ha prevalso la voglia di chiudersi rispetto a quella di aprirsi, la semplificazione ha dominato rispetto alla distinzione».

Questi risultati possono

rappresentare un campanello d’allarme per le amministrative che si terranno in molti Comuni l’anno prossimo?

«C’è amarezza, il dato è pesante. Ma credo che le persone facciano ancora la differenza. E dunque sarà un’altra partita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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