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«Chiusura criticata, ma giusta»

Lorenzo Santi della Febbio 2000: «Che rischio se la pista fosse stata aperta»

VILLA MINOZZO. È ovviamente dispiaciuto per quanto avvenuto, ma ribadisce anche che era un episodio facilmente prevedibile, e richiama un’altra volta alla massima prudenza chiunque decida di avventurarsi sul crinale appenninico in questi giorni.

Lorenzo Santi, della società Febbio 2000 che gestisce gli impianti di risalita, definisce gli ulteriori contorni di quello che è avvenuto ieri in prossimità della partenza della pista “2000”. Pista che era chiusa proprio per scelta dei gestori.

«Nei giorni scorsi - spiega Santi - avevamo ripetuto molteplici appelli anche sulla nostra pagina Facebook InfoFebbio per prestare la massima attenzione, rivolti a chi viene in montagna dopo le abbondanti nevicate. Avevamo scelto di non aprire la seggiovia 2000 proprio perché tutte le indicazioni nivologiche ci davano un rischio molto forte di valanghe. Questa scelta ci ha anche sottoposto a critiche da parte degli appassionati che ovviamente avrebbero voluto che aprissimo, ma quello che è successo ha dimostrato che sarebbe stato un rischio enorme». Già così, a impianti chiusi, c’è stato un uomo che ha rischiato di essere travolto.

Spiega ancora Santi: «In zona c’erano comunque alcuni sci alpinisti: tre erano a monte della neve che si è poi distaccata, uno era a valle, ma non è stato travolto per fortuna. La valanga gli è arrivata molto vicina, gli ha fatto perdere gli sci, ma non lo ha sepolto. È davvero andata bene». Sulla possibilità di riaprire la “2000” Santi conclude: «Per noi ovviamente tenerla chiusa è controproducente, ma per riaprirla ci dovranno essere le condizioni, si dovrà abbassare il rischio valanghe. A tutti coloro che hanno voglia di venire a godersi la tanta neve caduta, ribadisco il consiglio di prestare la massima attenzione alla sicurezza, consultare i bollettini nivologici

e il rischio valanghe. Che ci sarebbero stati dei distacchi lo sapevamo – ha detto – era praticamente matematico, ma più che chiudere gli impianti, a cui si aggiunge l’ordinanza emessa dal Comune di Villa Minozzo sulla frequentazione della montagna, non possiamo fare». (l.t.)

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