Quotidiani locali

«Per ricordare va affrontata l’ipocrisia»

Le riflessioni degli studenti dopo la visita ad Auschwitz: «Il passato dovrebbe servirci da monito, non sempre è così» 

CRACOVIA. «Chi siamo? Qual è il nostro ruolo, ora, qui?». Difficile sfuggire da questa domanda quando passi una giornata vicina ai venti gradi sotto zero camminando in quell’enorme cimitero chiamato Birkenau, simbolo inscalfibile della più spietata ed efficace programmazione di uno sterminio mai pianificata nella storia umana. Il quesito è risuonato spesso nelle teste dei 700 studenti reggiani che da metà febbraio si stanno alternando nei primi due turni del Viaggio della Memoria di Istoreco, in attesa di passare la mano questa settimana agli ultimi 350 alunni delle scuole superiori della provincia. Il Viaggio è articolato, prevede numerose esperienze in piccoli gruppi ed ha come cardini una giornata di visita al complesso di prigionia e morte di Auschwitz-Birkenau e il ritrovo conclusivo, prima di tornare a casa.

Oltre 350 persone riunite davanti al Krematorium 4, uno degli edifici con camere a gas e forno crematorio, l’unico distrutto da una rivolta del Sonderkommando, i gruppi di prigionieri ebrei addetti a quella tremenda routine. Un luogo simbolo del coraggio e della capacità di ribellarsi anche nell’abisso più devastante. E le domande crescono: «Il silenzio ci viene naturale, siamo di fronte a sofferenze troppo grandi per essere racchiuse nelle parole. Ma una domanda ci sorge spontanea: è proprio così difficile dimenticarsi di ricordare?» si chiedono i ragazzi della V°E del liceo scientifico Gobetti di Scandiano. «Se è vero che ci troviamo in luoghi che trasudano memoria, come può essere “riconvertito” ad area dove passeggiare con i cani e trovarsi con gli amici e l'ex sede della Gestapo nel ghetto di Podgòrze ospitare un allegro negozietto di souvenir? Nemmeno ci accorgiamo di essere arrivati a Birkenau perché di fianco alle baracche svettano villette e negozi, come a voler calare un velo di apparente normalità su un abisso da cui neanche la luce della memoria riesce a sfuggire». Le riflessioni sulla responsabilità umana, e sulla capacità di negare l’orrore commesso, non portano a conclusioni allegre.

Elena Sacchini della V G liceo Canossa prova a mettersi nei panni di chi, allora, ha vissuto a fianco del genocidio, ha contribuito alla sua realizzazione. «Ho sentito i vicini gridare. Sono un uomo. Ho raccolto un orsetto per terra e l'ho regalato a mio figlio assieme a quel paio di sandali di cuoio rosso. Sono un uomo. Ho portato a casa del grano. L'ho pagato dicendo due nomi. Sono un uomo. Oggi ho separato un bambino dalla sua madre. Sono un uomo. Ho pensato a tutto questo. Ho eseguito gli ordini. Ho lasciato che tutto ciò accadesse. Ho guardato i fatti accadere e non ho detto parola. Ricordo piangendo il passato e lascio scorrere il presente. Come posso essere un uomo?». Una delle poche risposte possibili è la memoria: «Avendo avuto l’opportunità di guardare nelle foto gli occhi delle vittime prima della deportazione e avendo visto i loro sorrisi e la loro spensieratezza, pensare che tutto questo sia stato cancellato da menti così ciniche ci ha fatto inevitabilmente provare una sensazione indescrivibile con un solo termine. È troppa la rabbia, il dolore, gli interrogativi a cui hanno già dato risposte scienziati, storici e psicologi ma che continuiamo incessantemente a porci. Perciò è grazie al viaggio della memoria, che, consentendoci di calpestare le loro orme, abbiamo contribuito a eternare il ricordo di questi fatti», raccontano dalla IV D del liceo Moro. Per ricordare, è necessario affrontare l’ipocrisia: «La storia ripete e il passato dovrebbe servire da monito per quello

che facciamo nel presente. Ogni giorno passiamo con indifferenza in mezzo alle discriminazioni, agli abusi, alle violenze, alle barbarie che non troveranno mai giustizia. Tutti noi ci lamentiamo, ma non facciamo nulla per cambiare» ammoniscono Francesca e Matilde della V A del Motti.

TrovaRistorante

a Reggio Emilia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro