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Nella comitiva anche Liliana Del Monte

L’85enne sopravvissuta all’eccidio della Bettola: «Usate queste conoscenze per riflettere sul futuro» 

CRACOVIA. «Avete fortuna di conoscere questi luoghi e queste vicende, usatele per riflettere sul vostro futuro». Fra gli oltre 350 reggiani che hanno preso parte al secondo turno del Viaggio della Memoria di istoreco a Cracovia c’era anche una viaggiatrice particolare, l’85enne Liliana Del Monte, una delle più conosciute testimoni dell’occupazione tedesca nella nostra provincia. La Del Monte è una delle poche superstiti dell’eccidio della Bettola, il massacro compiuto dalle truppe naziste nella notte di San Giovanni del 1944 come rappresaglia per un’azione partigiana. Un rastrellamento che portò all’uccisione di trentadue persone, in gran parte sfollati dalla città e rifugiati nella trattoria della piccola borgata fra La Vecchia e Casina. Alla Bettola si trovava anche Liliana Manfredi Del Monte, all’epoca 11enne. Ferita da diversi colpi di fucile, venne salvata da un soldato tedesco che la trovò in un fosso e la portò in strada, dove poi venne soccorsa. Liliana, che negli ultimi anni ha portato la sua esperienza a tante scuole reggiane, ha già preso parte ad alcuni Viaggi della Memoria e quest’anno si è aggregata alla comitiva diretta ad Auschwitz/Birkenau: «Ho visitato diversi campi ma mi mancava Auschwitz, il campo simbolo, quello che mi ha sempre colpito di più. Volevo visitarlo e sono contenta di averlo potuto fare, mi ha davvero impressionato per le sue dimensioni, per quanto fosse organizzato e calcolato in ogni dettaglio». La visita, in una settimana segnata dal termometro sempre dieci gradi sotto lo zero, non è stata semplice per nessuno, ma Viviana non ha avuto particolari problemi: «Sono contentissima di questa esperienza».

Il giorno dopo le esplorazioni dei campi, la Del Monte è stata al centro di un incontro con una quarantina di alunni del Motti coordinati da Viviana Saccani, che nei mesi precedenti hanno studiato la storia di Liliana e letto il suo libro “Il nazista e la bambina». (adr.ar.)

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