Quotidiani locali

Fabbrico, scontro sulle spese legali

Riguardano i ricorsi sul bilancio. Pedrazzini: «35mila euro? Non risulta»

FABBRICO. «Sul numero 25 di “Fabbrico Notizie”, foglio informativo curato e distribuito dall’amministrazione comunale, a pagina 4 si legge Ricorso Tar – Consiglio di Stato dove vengono enfatizzate con il solito fuorviante clamore che le iniziative giudiziarie avanzate dal nostro gruppo consiliare abbiano costretto il Comune stesso a privarsi della cospicua somma di ben 35mila euro, da assegnare ad un avvocato per le difese in giudizio».

Così si scrive, in una nota, il capogruppo di “Riviviamo Fabbrico” Giovanni Pedrazzini che aggiunge. «Non ha senso accusare la componente consiliare di opposizione di essere stata la causa di una voce di spesa a carico della comunità, oltre alla falsa informazione che il processo davanti al Tar abbia sancito l’infondatezza dell’azione proposta. I giudici del Tar di Parma si sono limitato a pronunciarsi su meri aspetti procedurali, senza entrare in alcun modo nel merito del gravissimo operato del governo locale. Pertanto – continua Pedrazzini - è stato giocoforza necessario portare la questione innanzi ad un organo di giustizia territorialmente super partes qual è il Consiglio di Stato, che fungerà da giudice d’appello rispetto alla sentenza resa in primo grado dal Tar emiliano». «È giusto che la cittadinanza sia consapevolmente informata del fatto che esiste solo la delibera di giunta numero 58 del 2016 nella quale l’incarico legale all’avvocato Coli- spiega - è stato affidato a fronte di un compenso di circa 9mila euro, non dei 35.000 euro millantati e che non sussiste in ogni caso agli atti alcuna indagine di mercato, né ci risulta essere stata data alcuna pubblicità sulla necessità di affidamento dell’incarico legale, né che l’incarico suddetto sia stato preceduto dalla richiesta di almeno due preventivi».

Pedrazzini contesta il modo in cui l’amministrazione comunale ha affidato l’incarico legale. «Stigmatizzare l’elevato impatto dell’incarico legale conferito sulle finanze comunali è fenomeno di mala informazione, che peraltro, laddove corrispondente al vero, getterebbe ulteriori gravi dubbi sull’operato del governo locale. È risaputo che con l’entrata in vigore del Decreto legislativo 50/2016, che ha riformato il Codice degli Appalti, le amministrazioni pubbliche hanno l’obbligo di determinare l’affidamento dei servizi legali, anche aventi natura di difesa in giudizio. Invece è stato affidato l’incarico legale al solito avvocato senza rispettare le norme di legge. È evidente - ha concluso Pedrazzini - che la responsabilità della spesa tanto enfatizzata su “Fabbrico Notizie” non può che essere soltanto dell'amministrazione comunale».

L’articolo apparso sul numero 25 di “Fabbrico Notizie” parla del nuovo ricorso presentato dai consiglieri Pedrazzini e Alberici del Gruppo “Riviviamo Fabbrico”. «Nei giorni scorsi è stato consegnato al Comune di Fabbrico il ricorso al Consiglio di Stato per la sentenza emessa dal Tar nell’ottobre 2017; dopo la sentenza il ricorso al Consiglio di Stato risulta essere un diritto, non obbligatorio, da parte di chi ha “visto” una sentenza avversa espressa da parte del Tar, in questo caso di Parma.

Questa comunicazione risulta essere doverosa sia per tenere informati i cittadini, sia per ricordare che risulta possibile appellarsi a tutti i gradi di giudizio previsti dalla legge. Risulta però necessariamente doveroso ricordare che il Comune di Fabbrico – si legge – inserì nel bilancio 2016 risorse per circa 10mila euro per rispondere al primo ricorso;

successivamente sono stati spesi altri 10mila euro circa per il secondo. Per il ricorso al Consiglio di Stato l’amministrazione comunale dovrà ricercare circa 15mila euro per affidare l’incarico ad un legale». E spiega che dovrà approvare una variazione di Bilancio. (m.p.)

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