Quotidiani locali

Vai alla pagina su Elezioni politiche 2018
Elezioni 2018, la Second Life degli auto-unti finisce oggi
la domenica

Elezioni 2018, la Second Life degli auto-unti finisce oggi

Finiremo per annoverare nella storia istituzionale italiana anche le figure dei paraministri, dei parapremier, dei paraunti

“Unto: chi è stato consacrato con olio santo per sancire e solennizzare l’affidamento di una missione o il conferimento di una dignità”. (Aldo Gabrielli, Grande Dizionario Hoepli)

REGGIO EMILIA. È domenica, terza di quaresima, San Casimiro. E si torna alla realtà, finalmente. Anzi, a tutti un bene-usciti dal mondo virtuale o dalla realtà aumentata di questa campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento. Campagna che è stata la più brutta, visionaria, ciarlatana, bidonista e offensiva della storia patria.
Ieri era il giorno che la legge del 1956 consacrò alla riflessione e al silenzio, mentre oggi è la domenica del rito, del segreto dell’urna, della parola agli elettori, ovvero la giornata più democratica che ci sia, quindi è giunta l’ora della maggiore debolezza dei politici (non della politica). Tutti buoni e tutti popular, common e speranzosi delle nostre scelte. Si ribaltano i ruoli: loro sono i fan. Loro sono i supporter. Loro diventano i devoti nostri.

Oggi la tempesta imperfetta della propaganda diventa esigua, eccezionalmente passata. Come nelle consuetudini religiose quella di oggi è la giornata dell’inazione dei politici, e si può captare come l’aria, le pagine, la radiotelevisione siano sgombri da parecchia cianfrusaglia. Meno i cosiddetti social network i quali – appartenendo al virtuale – continuano a rappresentare e discutere, postare e bannare il guerreggiamento politico. Ma quello è un altro mondo.

Oggi sono in vena di metafore religiose. Ma credo di averne licenza, dopo che in piazza Duomo a Milano un aspirante premier ha impugnato la Costituzione, il Vangelo e il rosario per sostenere la giustezza delle sue proposte.

Non farò un nome, per rispettare la legge del 1956. Ma quel gesto è stato l’avviamento di una nuova pratica: l’auto-unzione.

Auto-unzioni. Cioè un leader arriva, si presenta, ha consenso, e si consacra attraverso gli oggetti e i segni profondi, condivisi, amen.

La scelta mariana del rosario è tipicamente italiana. Materna. Brandire la croce sarebbe stata una scelta oltremodo democristiana oppure da Savonarola o Torquemada.

Così quel segretario di partito ha chiuso col passato pagàno bossiano, quello delle ampolle con l’acqua del Po, del rito della sorgente del Monviso, del sole delle Alpi, degli insubri, dei cimbri, dei galli boi che non possono essere organici alle nuove adesioni del meridione d’Italia.

L’ostentazione di Costituzione-Vangelo-rosario è temibile: incrocia e sovrappone un fondamento laico e illuministico con un testo sacro e uno strumento per le preghiere. Ora pro nobis. Da qui nascono gli equivoci, le miscele tra politica e religione, stato e dio. Alla larga.

Un altro auto-unto è l’imprenditore milanese, ma non da oggi. Da oltre un ventennio. Così ispirato che può portarsi in pectore il nome del suo candidato premier preferito, alla faccia dell’auto-unto che lega Costituzione-Vangelo-rosario, suo alleato. Anche il candidato dell’imprenditore milanese è auto-unto perché dal Parlamento europeo ha il virtuosismo di annunciare di aver sciolto la riserva e di mettersi a disposizione.

Assistiamo alla sagra degli auto-unti. Che, mi raccomando, non vuol dire scivolosi fatti in casa, ma appunto consacrati per volontà e furbizia proprie, costituendo così una Second Life (una Seconda Vita) della politica e delle istituzioni italiane, dov’è tutto pressoché fantasticato: le elezioni le vincerò io, costui sarà il presidente del Consiglio, questi sono i ministri, questa è l’alleanza, le tasse ve le tolgo, darò uno stipendio a tutti, gli immigrati tutti a casa con ponte aereo, ponte di Messina, euro basta, pasta italiana, via la Buona Scuola, buono pasto, dentiere per tutti…

Ripasso necessario: Second Life è una creatura virtuale elettronica online inaugurata nel 2003, e fa accedere l’utente in un mondo di intrattenimento, arte, formazione, musica, cinema, giochi di ruolo, architettura, programmazione, impresa. Inesistente. Ma a forza di starci l’utente finisce per crederci.
Altri auto-unti. Non appagato dell’investitura derivatagli dall’imprenditore milanese (non quello delle tivù) e dall’attore comico, il candidato premier stellare ha già unto i ministri. I quali – mai avvenuto prima – si fanno fotografare in gruppo, con il vestito buono e il sorriso pronto, come fossero già nel Salone delle Feste del Palazzo di Monte Cavallo (antico nome del Quirinale). Mai visto un tripudio di tricolori e solennità doppiopettata, incollanata e cravattata nel movimento anticonormista che fu del “vaffa”.

Finiremo per annoverare nella storia istituzionale italiana anche le figure dei paraministri, dei parapremier, dei paraunti. Infine c’è il predestinato convinto, nel partito che fino a ieri/oggi è stato di maggioranza e di governo. È l’ex premier toscano che trovandosi in tandem col suo successore romano rimanda tutto al Quirinale e non a se stesso. Egli sta sperimentando il suggerimento biblico, riconvertito sulla rottamazione: “Non fare a nessuno ciò che non piace a te”.

Quel che conta, oggi, è compiere il proprio dovere e godere del proprio diritto: votare, con

la certezza che la Second Life non esiste. C’è solo la First - che è questa, reale, irrisolta, difficile. È il nostro Paese che non merita l’unzione (quella estrema).

Stefano Scansani
s.scansani@gazzettadireggio.it

©RIPRODUZIONE RISERVATA

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Reggio Emilia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro