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Una slavina interrompe la strada di Pradarena

Ventasso: provinciale 18 riaperta nel pomeriggio. Automezzi in difficoltà C’è chi non rispetta lo stop disposto dalla Prefettura. Si annunciano multe

VENTASSO. Situazione non certo facile quella di ieri sulle strade appenniniche, specie sul crinale, dove in molti punti, tra la neve caduta nelle ultime ore e quella che era già presente a terra, la coltre bianca si è avvicinata ai 2 metri di spessore.

Passo Pradarena. E proprio l’eccessivo accumulo di neve nel pomeriggio di ieri, attorno alle 15.30, in località Rio Re di Ligonchio, ha causato una slavina che ha invaso la strada provinciale 18, nel tratto verso il Passo Pradarena. La frazione di Ospitaletto è rimasta così isolata per alcune ore.

Diversi metri cubi di neve fresca hanno invaso la carreggiata, costringendo alla chiusura temporanea della provinciale. Sul posto sono intervenuti mezzi e uomini del servizio infrastrutture della Provincia, insieme alla polizia provinciale e alla polizia stradale che ha chiuso la strada al transito; e poi a seguire è arrivata una grossa turbina che ha iniziato a liberare la carreggiata dalla neve. Il transito, per sicurezza, è comunque rimasto bloccato, dirottando i mezzi su viabilità alternativa, comunque disagevole viste le condizioni meteo presenti sull’alto crinale. La strada è stata poi riaperta poco prima delle 17.

Cola di Vetto. Un altro punto in cui sono stati registrati problemi, sempre sulla rete viaria provinciale, è stato lungo la sp 513 a Cola di Vetto. Verso le 14.30 un autoarticolato è, infatti, rimasto bloccato dalla neve: anche qui è intervenuta la polizia provinciale. Gli agenti hanno istituito il senso unico alternato e regolato il traffico fino all’arrivo di un mezzo spartineve. Il trattore è stato agganciato e trainato in un’area di sosta.

Ponterosso. Qui in mattinata i carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Castelnovo Monti sono intervenuti in soccorso del conducente di un mezzo postosi di traverso a causa del manto stradale ghiacciato lungo la sp 63.

Il divieto. In questi giorni vige un’ordinanza di divieto del transito di mezzi pesanti sulle strade dell’Appennino, ad eccezione dei mezzi per il trasporto persone e quelli con derrate deperibili. Ad aver causato i problemi maggiori sarebbero quindi stati proprio i mezzi pesanti che non hanno rispettato il blocco. Se così sarà dimostrato, seguiranno contravvenzioni piuttosto salate.

In generale comunque sui quasi 1000 chilometri di strade provinciali la viabilità è stata garantita, anche se a traffico rallentato. La prudenza, per fortuna, è stata la regola più seguita dagli automobilisti.

La task-force. “Hanno lavorato già dalla notte _ spiegava ieri una nota della Provincia di Reggio Emilia _ con le operazioni di salatura, gli uomini della task-force antineve che anche quest’anno la Provincia ha predisposto, formata da 129 lame, 62 salatori e 2 frese, oltre a 37 uomini, tra tecnici (6), sorveglianti (12) ed operai stradali (19), in aggiunta alle pattuglie della polizia provinciale. Di prima mattina le temperature particolarmente basse non hanno consentito di portare “a nero” il piano viabile, operazione resasi via via possibile con il trascorrere delle ore e l’innalzamento della temperatura. Il traffico sulle strade della provincia, anche se rallentato, è avvenuto regolarmente, favorito anche dal blocco della circolazione dei mezzi con

massa superiore alle 7,5 tonnellate disposto dalla Prefettura”.

Un lavoro proseguito durante le ore serali e nella notte per garantire la sicurezza sulle strade in un momento particolarmente difficile per il rischio di formazione di ghiaccio.

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