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Elezioni 2018, la campagna elettorale? Sotto zero e sotto tono

Elezioni 2018, la campagna elettorale? Sotto zero e sotto tono

Tanti candidati e molti paracadutati, pochi cartelloni e ancor meno dibattiti. I big a Reggio solo di passaggio. Ad infuocare gli animi solo Orietta e De Lucia

REGGIO EMILIA. Decisamente sottozero. E anche un bel po’ sottotono. Il clima registrato durante questa campagna elettorale in via di chiusura non ha vissuto di certo su toni caldi e accesi. E il silenzio elettorale che la legge impone nella giornata di sabato sembra in realtà anticipato soltanto da un paio di mesi vissuti in un’atmosfera di brusio generale.

Tanti candidati, moltissimi paracadutati, pochi cartelloni e ancor meno dibattiti incrociati, per lo più organizzati da associazioni di categoria che, di fronte alle prospettive di ingovernabilità, hanno preferito parlare un po’ con tutti, ché in fondo non si sa mai. Per il resto, ogni partito sembra aver scelto di parlare ai simpatizzanti e al proprio elettorato, senza impelagarsi in dibattiti con gli avversari, tenuti vicendevolmente un po’ da tutti a debita distanza.

Due soli i picchi, in apertura e chiusura, a interrompere una lunga monotonia monocorde. Ad aprire le danze non poteva che essere la voce di Orietta Berti, finita a metà gennaio nel tritacarne elettorale dopo il suo endorsement radiofonico al candidato premier M5s, Luigi Di Maio, durante “Un Giorno da Pecora”. Risultato? Pd su tutte le furie, l’annuncio di segnalazioni all’Agcom e “Fin che la barca va” sdoganata a colonna sonora elettorale a cinque stelle. Poi la pace, siglata dal segretario provinciale Pd, Andrea Costa, a ricucire lo strappo con l’Orietta nazionale, calmando acque diventate agitatissime.

In chiusura, invece, ci ha pensato il consigliere comunale Pd, Dario De Lucia, a scatenare la bufera, pubblicando su Facebook un fotomontaggio – poi segnalato e rimosso – con piazzale Loreto, il cadavere di Benito Mussolini appeso a testa in giù e la faccia della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. «Intervallo con Fratelli d’Italia» la didascalia, che da Reggio ha fatto il giro del web, conquistando la ribalta nazionale e destando le ire della stessa Meloni, una delle poche big che in questi mesi non è passata per Reggio a caccia di voti (qui a Reggio, Fratelli d’Italia schiera Ignazio La Russa capolista al Senato, ma anche La Russa non si è visto). In principio – e in anticipo sulla tabella di marcia elettorale – a Reggio è sbarcato il candidato premier della Lega e segretario federale, Matteo Salvini, accolto a fine dicembre nella nuova sede del Carroccio di via Turri con un blitz dei centri sociali.

Circa un mese fa, invece, è stata la volta del candidato premier M5s, Luigi Di Maio, a lanciare da Cavriago il ministero del cibo e appoggiare il suo no alla diga di Vetto, qualche settimana prima di dare il via a quel valzer di espulsioni per il caso rimborsi che ha toccato da vicino anche il consigliere regionale reggiano, Gianluca Sassi. In casa centrosinistra, infine, il derby tra Pd e Leu si è giocato in un giorno solo, il 19 febbraio, quando nell’arco di poche ore Reggio ha ospitato prima il leader Leu, Pietro Grasso, e poi il segretario Pd, Matteo Renzi: il primo al Malaguzzi, il secondo in Polveriera, diventata location prediletta per gli appuntamenti elettorali. Così vicini e così lontani.

Ma, soprattutto, così fugaci, a riempire i rispettivi tasselli di comparsate quasi dovute in quella provincia rossa da sempre crocevia per i voti di sinistra, dove il Rosatellum bis ha consentito – salvo note eccezioni – l’arrivo di candidati da ogni dove. Persino da Bolzano, patria della candidata Forza Italia, Michaela Biancofiore, che mentre in Alto-Adige sfida Maria Elena Boschi qui a Reggio si ritrova anche capolista nel plurinominale Emilia 4 per la Camera. In totale, considerando le pluricandidature, in corsa per un posto in parlamento ci sono 171 candidati: per la Camera 11 candidati all’uninominale

per ciascuno dei due collegi e 17 liste al plurinominale; al Senato 12 candidati all’uninominale per ciascuno dei due collegi e 18 liste al plurinominale. Fra tante voci, l’impressione è che la campagna elettorale sia ormai pronta a partire. Quando? Da lunedì 5 marzo.
 

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