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Il mistero della cagnolina di Napoli abbandonata a Bagnolo

Sul ritrovamento il sospetto delle staffette che portano al nord i cani randagi. La proprietaria racconta che le è stata sottratta. Ora è al canile di San Tomaso

BAGNOLO. L’ennesimo caso di abbandono di cani nelle nostre campagne, e il sospetto che molti di quelli recuperati da volontari e operatori dei canili reggiani non siano “figli” di questo territorio, questa volta devono fare i conti con una evidenza non proprio irrilevante: la conferma che uno dei cani recuperati viene dalla Campania, precisamente dal Comune di Giuliano, grazie alla presenza del microchip.

La cagnolina era vagante e qualcuno ha ritenuto randagio e ha caricato e portato sino al nord pensando così di salvarla da una destino in strada? È la domanda che si stanno ponendo i volontari del canile “Amici di Marta” di Bagnolo in Piano, dopo che contattata la proprietaria dell’animale questa ha spiegato di non sapere come il suo cane sia finito sino in Emilia.

«Il ritrovamento risale a sabato – spiegano dal canile – Intorno alle 14.30 si presenta in canile un signore sostenendo di avere ritrovato in tangenziale due cani vaganti, una cucciolotta di circa 5 mesi e una femmina adulta. Gli operatori presenti in quel momento in canile per prima cosa provano a cercare il chip su i cani. Fortunatamente sulla femmina adulta il lettore scatta, proseguono le ricerche per identificare il proprietario, ma purtroppo non si arriva a nessun esito: il chip risulta essere intestato alla Regione Campania e precisamente alla provincia di Napoli».

Si pensa a una adozione avvenuta tramite internet, come spesso avviene – e che il nuovo proprietario non abbia ancora provveduto alle formalità di legge. «Tuttavia, si avvisano le autorità Ausl di Reggio Emilia e di Napoli. Ed è così che si scopre che la cagnolina ha una proprietaria residente in provincia di Napoli, la quale sostiene di non avere ceduto il cane a nessuno, ma che la stessa le è stata sottratta. La signora racconta anche che come sempre i suoi cani vanno a fare dei giri soli, cioè non accompagnati da lei come spesso accade nei paesi di campagna».

Come ha fatto la cagnolina dunque ad arrivare sino a Bagnolo? È una domanda alla quale sono solo possibile ipotizzare risposte. Ma il contesto emiliano vede da tempo le associazioni animaliste locali e i canili denunciare pubblicamente singolari ritrovamenti di animali che fanno pensare come questi possano essere stati portati qui da qualche staffetta.

Umanitaria, nelle intenzioni, ma che non di meno mette in difficoltà le strutture emiliane. Recentemente, per esempio, la responsabile del canile di Carpi (Modena) oltre che denunciare pubblicamente ritrovamenti sospetti, ha presentato una denuncia formale alla polizia per traffico di cani.

Da Bagnolo al momento si limitano a segnalare la singolarità del ritrovamento della cagnolina napoletana chippata. «Ora la signora che ha una certa età ha anche difficoltà a venire a ritirare il suo cane, pertanto probabilmente dovrà cederlo alla nostra struttura» concludono.
 

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