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Asp, sciopero contro l’esternalizzazione

Dopo l’inasprirsi della protesta contro il Comune di Carpineti. Cgil, Cisl e Uil decidono l’astensione di 8 ore il 16 marzo

CARPINETI. Otto ore di sciopero, un’intera giornata di lavoro. Si inaspriscono le proteste dei dipendenti dell'Asp Don Cavalletti di Poiago di Carpineti contro il rischio esternalizzazione dei servizi, soluzione al vaglio dei Comuni appenninici soci della struttura pubblica, che gestisce la casa di riposo di Poiago e il servizio a domicilio in diversi paesi montani.

Un’ipotesi che genera preoccupazioni per l’attività e per le tutele contrattuali delle donne e degli uomini impiegati. I lavoratori dell’Asp, dopo l’ultima assemblea interna, hanno dato mandato a Cgil, Cisl e Uil di proclamare otto ore di sciopero per il 16 marzo. Secondo maestranze e rappresentanti sindacali, l’impegno di un percorso condiviso per «ricercare soluzioni per il mantenimento della gestione pubblica dei servizi agli anziani e la sua sostenibilità» è stato «disatteso e si assiste alla progressiva dismissione dei servizi e dell'assistenza agli anziani».

L’attacco è secco. Si cita come una prova tangibile «la recente decisione unilaterale e non condivisa con i sindacati di procedere con l'esternalizzazione del servizio di assistenza domiciliare (Sad), attualmente gestito direttamente in Asp, la preoccupante diminuzione dei minuti assistenziali per i pazienti e la chiusura di posti letto».

In queste settimane ci sono stati numerosi scambi fra amministratori e parti: «L'auspicio del presidente dell'Unione di proseguire con il sindacato il confronto sul futuro e sulla sostenibilità dell'Asp, nei fatti non trova alcun riscontro oggettivo – sostengono i sindacati – a fronte di un incomprensibile atteggiamento del Comune di Carpineti che ritiene in buona sostanza esaurito il dialogo tra le parti. Decisioni queste, che sconcertano i lavoratori e che vanno nella direzione esattamente opposta alla nostra proposta, che è quella di rafforzare l’Asp e non di indebolirla». Uno dei bersagli principali è proprio l’amministrazione carpinetana, unica, peraltro, a mantenere per ora il servizio domiciliare internamente alla Asp: da marzo, Castelnovo Monti e Vetto si uniranno a Casina nell’affidare l’attività a una cooperativa esterna, CoopElios: «Preoccupa inoltre, l'assenza di progettualità dell'amministrazione per quanto concerne la ristrutturazione dell'immobile – proseguono i sindacati – tema questo, a detta del sindaco, che sarebbe alla base della decisione di esternalizzazione dell'Asp. Più volte infatti il sindaco ha dichiarato, senza fornire dati precisi al riguardo, l'esigenza di messa a norma della struttura ma ad oggi non risulta che vi sia un progetto che ne chiarisca le tempistiche e i costi di realizzazione. Esistono solo vaghi e confusi riferimenti a ingenti cifre che raddoppiano di mese in mese». L’ultimo tema è la “tenuta” del servizio pubblico in una zona fragile e con età media avanzata come la montagna: per i sindacati «sarebbe un irrimediabile

errore degli amministratori del territorio cedere i propri servizi al privato, perché questo inevitabilmente, determinerebbe un allontanamento della politica dai cittadini e dai loro bisogni e quindi dalle comunità che loro stessi rappresentano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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