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Temperature a picco Minima di -20 gradi ieri sul Monte Cusna

A Reggio Emilia, nonostante il Buran, ci si è fermati a - 4,8 Il comune più freddo quello di Cavriago arrivato a -11,1 

REGGIO EMILIA. Era preannunciato da tempo e ieri è arrivato, inclemente e importuno come un ospite sgradito e ritardatario. Il gelo ci aveva risparmiati in gennaio, statisticamente il mese più freddo dell'anno, e per quasi tutto febbraio. Ieri ha fatto precipitare il termometro su valori eccezionali per la terza decade di febbraio, durante la quale, secondo le tabelle climatologiche dell'Arpa, in pianura non si era mai scesi nell'ultimo mezzo secolo al di sotto dei meno 8,5 gradi misurati a Correggio nel 2003. Le temperature più basse sono state registrate in montagna, fino ai 20,6 gradi sotto zero misurati a duemila metri di quota sul crinale del monte Cusna. In generale ha fatto più freddo a sud della via Emilia, cioè nelle zone in cui è rimasta la copertura nevosa che contribuisce ad accentuare il raffreddamento. Infatti l'Agenzia regionale per la protezione ambientale ha rilevato in pianura la punta più bassa, meno 11,1, a Cavriago, dove il termometro è rimasto per tutta la giornata al di sotto degli zero gradi, arrivando a una massima di meno 0,3. Invece a Correggio, che di solito è la località più fredda della pianura reggiana, il termometro s'è fermato a meno 7,1 ed è poi risalito a più 1,5. Ancora più moderato il gelo di Castelnovo Sotto, compreso fra meno 6 e più 1,3, per non parlare di Reggio, dove la vasta edificazione urbana garantisce sempre qualche grado in più rispetto alla campagna. In città, infatti, è stata rilevata sia dall'Arpa sia da Reggio Emilia Meteo una minima di meno 4,8 e una massima di più 0,8-0,9. È però sulle alture sommerse da una spessa coltre bianca che il termometro è precipitato su valori davvero insoliti perfino in gennaio, mantenendosi costantemente molto al di sotto degli zero gradi. Quasi ovunque le temperature sono scese al di sotto dei meno dieci oscillando su valori negativi, a Castelnovo Monti fra -12,2 e -5,8, a Ventasso Laghi fra -15,2 e -12,1, a Febbio fra -14,8 e -9,6, a Ospitaletto fra -14,2 e -10,3, al castello di Sarzano fra -10,3 e -6,3, a Toano fra -11,1 e -7,7. Perfino a Ponte Cavola, che si trova sul fondo della valle del Secchia a soli 367 metri di quota, si sono misurate una minima di -10 e una massima di -3,1. I servizi meteorologici attribuiscono l'ondata di gelo all'effetto del vento di nord-est proveniente dalla Russia, dove

viene chiamato Buran. Questo termine dimostra una radice turca, ma rivela una chiara affinità anche con il greco borèas e con il triestino bora che spirano dalla stessa direzione, per non parlare della "buriana" che indica in italiano un'improvvisa e violenta sfuriata atmosferica.

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