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Quella volta che all’osteria si presentò... Roberto Baggio

VEZZANO SUL CROSTOLO. “Naturalmente andiamo da Venturi, a Montalto di Vezzano”. Era lo slogan d’obbligo quando si parlava di una serata sportiva, sia che fosse un momento di basket, ma soprattutto se...

VEZZANO SUL CROSTOLO. “Naturalmente andiamo da Venturi, a Montalto di Vezzano”. Era lo slogan d’obbligo quando si parlava di una serata sportiva, sia che fosse un momento di basket, ma soprattutto se si era tifosi “viola”.

L’Hostaria Venturi era in effetti la meta obbligata per i sostenitori e i simpatizzanti della Fiorentina, che venivano accolti con la consueta simpatia dal ristoratore morto ieri a 71 anni.

In buona parte era gente che si era avvicinata allo sport della “pedata” negli anni in cui la formazione toscana primeggiava nel campionato italiano, fino a raggiungere addirittura lo storico scudetto.

Persone che navigavano in mondi completamente diversi, da un dirigente delle cooperative ad un manager di azienda privata, dal tecnico di una squadra giovanile ad un anziano sportivo di origine toscana.

Mitica fu quella serata, a metà degli anni Ottanta, nel 1986 per la precisione, quando all’Hostaria di Venturi arrivò da Firenze un calciatore giovanissimo, alla sua prima stagione in viola. Quel ragazzino era un tal... Roberto Baggio.

Era ancora un signor “nessuno”, ma un predestinato che impersonava la squadra del cuore. Venne accolto come un divo, era come se fosse arrivato il “messia”.

Quasi intimidito da tanto affetto Baggio dispensò sorrisi, firmò autografi, rispose a qualche domanda al microfono, fra strette di mano e abbracci.

Di quell’incontro si parlò per lungo tempo e anche a distanza di anni, sugli spalti dello stadio Città del Tricolore, c’è sempre qualcuno che non perde l’occasione per rinverdire l’evento. Forse per celare le delusioni delle ultime stagioni, ma indubbiamente perché fu uno di quei momenti che restano impressi nella memoria.

E lui, Adriano Venturi, sempre sorridente, pronto a soddisfare le curiosità gastronomiche dei presenti,

era spesso vicino a Baggio per suggerirgli qualche piatto della cucina reggiana. È certamente troppo poco per onorare la sua scomparsa, ma ci pare il modo più semplice e genuino per dire che, a molti sportivi reggiani, Adriano mancherà tanto. (l.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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