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«Meglio le mucche che una porcilaia»

Il sindaco Giorgio Bedeschi spiega le ragioni del contestato ok alla maxi-stalla da 440 bovini a Casola di Querciola

VIANO. «O le mucche, o i maiali. Siamo la terra del Parmigiano Reggiano, credo che abbiamo preso la decisione migliore».

Il sindaco di Viano, Giorgio Bedeschi, per la prima volta parla del progetto dell’azienda Ferrarini che, dopo l’ok del consiglio comunale, potrà costruire una maxi-stalla per l’allevamento di 440 bovini. Una scelta duramente contestata almeno da una parte di cittadinanza che, con un comitato che riunisce gli abitanti di Casola di Querciola e Ca’ Bertacchi, si è espressa pubblicamente contro il progetto per le criticità che un allevamento di così grandi dimensioni rischia di portare in un territorio delicato e di interesse turistico.

«Ho rispetto di tutti i cittadini e del comitato, il loro contributo è importante e anche le loro richieste. Mi sono già scusato pubblicamente per non averli invitati e coinvolti in riunioni preliminari, che invece abitualmente faccio – chiarisce Bedeschi – ma il sindaco ha anche dei compiti e deve compiere delle scelte. Lì c’era già una porcilaia, c’è già un cantina: davo per certo che qualcosa sarebbe dovuto nascere. Ho sbagliato a dire sì alle mucche? Secondo me sono meglio dei maiali». E aggiunge: «All’azienda io potevo chiedere 10, invece ho chiesto 20. Ho cercato di recepire le richieste del territorio e ho trovato un’azienda che ha dato risposte positive».

E un punto su tutti, sottolinea il primo cittadino di Viano, riguarda proprio la viabilità. «Abbiamo fatto un atto d’obbligo con Ferrarini per la realizzazione di cinque piazzole: così se un camion del latte incrocia delle auto, si possono creare dei punti di passaggio. Abbiamo raggiunto un accordo per una fideiussione bancaria da 50mila euro per asfaltare la strada e ogni 5 anni ci incontreremo per fare il punto sullo stato della strada. Sarà a copertura dell’azienda la sistemazione di buche e avvallamenti» assicura.

Per Bedeschi, la stalla è una opportunità per Viano, anche da punto di vista dell’occupazione. «Ho messo in conto – sottolinea – che ci andranno a lavorare nove persone. Saranno famiglie con figli? Anche un solo bambino in più può salvare scuole piccole come quella di Regnano e San Giovanni».

Resta un altro nodo: l’impatto sul paesaggio. «Intanto la stalla sarà realizzata a 800 metri dall’abitato; grazie a un secondo progetto, infatti, non verrà realizzata dove c’è ora la porciliaia, che invece sarà abbattuta e l’area bonificata dall’amianto, ma a Lupo Farneto. Inoltre, abbiamo chiesto la piantumazione di roverbelle che faranno da schermo. E in fase di cantiere i mezzi utilizzeranno le strade interne alla proprietà Ferrarini e non quelle pubbliche» sottolinea Bedeschi.

Basta questo a scongiurare il pericolo per il turismo della zona? Così replica Bedeschi: «Per me la presenza di una stalla moderna per la produzione di Parmigiano Reggiano è anche promozione del turismo. Pensate

in Valle d’Aosta dove si vanno a vedere gli allevamenti. È vero, lì sono più piccoli, ma noi siamo nella terra del Parmigiano Reggiano e dobbiamo tutelare il nostro prodotto. Anche questo c’è alla base del ragionamento che ci ha portato a dire sì».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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