Quotidiani locali

Terremoto, tutto quel che resta da fare

Comune per Comune, gli interventi su edifici pubblici, luoghi di culto e storici ancora in attesa dei cantieri

CORREGGIO. Tante chiese, qualche scuola, molti edifici storici, qualche struttura sportiva, e poi centri sociali, luoghi per la collettività, pochi cimiteri. E’ quel che resta da ristrutturare, in qualche caso - i più complessi - da restaurare a Reggio e provincia dopo il devastante terremoto del maggio del 2012. La ricostruzione galoppa, afferma l’assessore regionale alle attività produttive con delega alla ricostruzione Palma Costi «e i Comuni reggiani si sono danti molto da fare». Tanto è stato fatto, effettivamente, ma molto resta da fare sopratutto sul fronte degli interventi pubblici e dei luoghi di culto ai quali è destinato il nuovo pacchetto di finanziamenti statali - 350 milioni di euro - che, secondo il commissario alla ricostruzione e presidente della Regione Stefano Bonaccini dovrebbero coprire interamente il fabbisogno. Insomma, ricostruzione interamente finanziata e nell’arco di sei anni. Un primato, secondo Bonaccini e Costi.

Dunque, vediamo comune per comune, quel che resta da fare, i fondi stanziati e quelli pagati effettivamente, informazioni al 31 dicembre 2017 raccolte sul sito della Regione Openricostruzione.it «che abbiamo fortemente voluto - spiega Costi - in omaggio alla trasparenza».

Correggio è stato tra i comuni reggiani più colpiti dal sisma, con richieste di finanziamenti per 142 interventi tra pubblici e privati e oltre 42 milioni stanziati (quasi 28 pagati), un milione 370.000 per il recupero di immobili pubblici o di culto stanziati, quasi 481.000 euro arrivati. A questi vanno aggiunti i soldi delle donazioni, una catena della solidarietà poderosa, attraverso la quale sono arrivati altri 432.000 euro. Molte le chiese da riparare: San Martino in Vescovo, Santa Maria della Misericordia Santa Chiara, San Francesco, la parrocchia di San salvatore, la canonica di San Biagio, il campanile, il convitto e la chiesa di San Giuseppe. Poi il cimitero di Mandriolo, Palazzo Contarelli, la palestra della scuola Dodi e la Torre civica della chiesa di San Quirino.

Proseguendo lungo la strada delle devastazioni, si incontra Reggiolo, con 489 edifici che necessitano interventi, oltre 145 milioni da finanziare, 95 arrivati a destinazione. Il terremoto a Reggiolo ha colpito duro case e aziende, meno gli edifici pubblici: sul totale solo 13,3 milioni sono destinati al ripristino di strutture comunali o della diocesi, di questi 3 milioni 552.000 sono stati pagati. I nuovi cantieri riguarderanno la Rocca comunale, il centro sociale Nino Za e le chiese: San Rocco, chiesa di via Cappelletta, la parrocchia di Santa Maria Assunta, Santa Maria Annunciata, la chiesette annessa a Villa Aurora. Poi l’ex scuola Ipsia, l’oratorio di San Venerio, la media Carducci, il teatro Rinaldi (che però ha avuto un risarcimento di un milione e mezzo dall’assicurazione) e Villa Fossati. Anche Rolo è stato messo in ginocchio: qualcosa più di 33 milioni di danni su 107 edifici (830.000 euro di donazioni), 15 e mezzo pagati, con 3 milioni e 100.000 euro per il recupero della parte pubblica e poco meno di 800.000 euro erogati. A Rolo è il centro polivalente che è rimasto, per ora, escluso dagli interventi assieme alla chiesa di San Zenone e al campo sportivo.

Altro comune, altra lista di cose da fare: Guastalla. Sono quasi 23 i milioni stanziati per il comune, 14 e mezzo arrivati a destinazione (un milione 300.000 euro di donazioni), con 3,4 milioni per edifici pubblici e di culto dei quali erogati 1 e 800.000. A Guastalla si parte dalla Biblioteca Maldotti (che ha però ricevuto un primo acconto di 39.000 euro), si passa per la Casa albergo Paralupi Fiorani e si arriva al casello Ponte Pietra, alla caserma dei carabinieri e ai centri sociale Primo Maggio e San Girolamo. Poi parte l’elenco, lungo, delle chiede: della Beata Vergine del Rosario, della Beata Vergine della Concessione, la chiesa dei Servi, San Girolamo, Santa Maria della Nove, San Pietro della Pieve di Guastalla, la chiesa della Morte (Santa Croce), San Rocco.

Così si arriva a Gualtieri (già fuori dalla “zona rossa” delle aree più colpite dal terremoto) con 12 interventi complessivi da realizzare per un totale di 740.000 euro stanziati, 435.000 pagati, con 610.000 euro per interventi pubblici dei quali 365.000 a destinazione. La buona notizia, per Gualtieri, arriva dal Mibac, il ministero dei Beni culturali, che ieri ha stanziato 600 milioni di euro per adeguamenti antisismici sul patrimonio culturale italiano. Di questi, un milione e mezzo è destinato a Palazzo Bentivoglio. I nuovi finanziamenti per la ricostruzione saranno invece utilizzati per le chiese: della Concezione, Santissima Annunziata, Sant’Andrea, Santa Vittoria e per Palazzo Greppi.

E se a Reggio Emilia, il capoluogo, sono destinati circa 20 milioni per 104 interventi, erogati 13 milioni, con 3,7 milioni per interventi pubblici (uno e mezzo pagati), a Brescello spettano 2 milioni 640.000 euro per 8 interventi, la massima parte su strutture private (case o aziende) e solo 85.000 euro per il pubblico, 10.000 erogati. Situazione diversa a Fabbrico con poco più di 18 milioni stanziati per 60 interventi (10 pagati), una quota di 2 milioni per gli edifici pubblici e chiese e un milione arrivato a destinazione. Per San Martino in Rio i milioni stanziati sono 2 per 20 interventi, poco più di uno erogato. Per il pubblico la quota è di 900.000 euro dei quali 743.000 erogati. A San Martino è la casa di riposo che ha necessità di interventi urgenti. Mentre a Rio Saliceto c’è da aggiustare il centro polivalente con gli 88.000 euro che mancano dalla quota stanziata di 188.000 euro per interventi sul patrimonio pubblico. A Novellara sono gli ex macelli comunali ad attendere l’apertura del cantiere. Al comune spettano quasi 11 milioni e mezzo per 32 interventi,

5 sono stati pagati. Irrisoria la quota per gli edifici pubblici: 242.000 euro già erogati. Restano i comuni meno colpiti: Poviglio, Gattatico, Castelnuovo, Cadelbosco, per loro i finanziamenti si contano in poche centinaia di migliaia di euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Reggio Emilia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro