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Reggio Emilia: oltre 100mila euro alla cartomante per far tornare il suo amato, ma è una truffa

In tre anni una 50enne paga 111mila euro alla cartomante che le fa credere di risolvere le sue pene d’amore con la telepatia 

REGGIO EMILIA. Per tre anni sarebbe stata tenuta in soggezione psicologica da parte di una 50enne, che le prometteva di risolvere i suoi problemi d’amore con la telepatia e si sarebbe fatta consegnare 111mila euro.

È questo il racconto della presunta vittima di una cartomante, che ora viene trascinata in tribunale e si dovrà difendere dall’accusa di truffa aggravata e tentata estorsione.

La vicenda risale al 2009 e ha per vittima una 50enne che all’epoca viveva un momento difficile perché era stata abbandonata dall’uomo amato. Un’amica, che già l’assisteva come sensitiva, per risolvere i problemi sentimentali ha prospettato alla coetanea di rivolgersi ad uno psichiatra con studio medico a Milano: un professionista noto e realmente esistente (in realtà con studio a Reggio Emilia), che però non ha mai effettuato la “terapia telepatica” che avrebbe assicurato il ritorno dell’amato, né ha mai incontrato la paziente.

Un castello di menzogne architettato dalla maga, secondo quanto sostiene l’accusa.

Presunte sedute di terapia che, per avere successo, ovviamente necessitavano di onerose somme di denaro, che la cartomante esigeva dalla vittima dicendo di anticiparle al professionista. Quando quest’ultima ha espresso l’intenzione di interrompere la cura perché non c’era alcun risultato, la cartomante è arrivata a prefigurare gravi pericoli per la salute dei genitori della donna, che a suo dire avrebbero potuto morire.

Un timore immaginario e uno stato di soggezione psicologica questo sì efficace, visto che, secondo quanto afferma la vittima, dal maggio 2009 al gennaio 2013 l’infelice innamorata ha consegnato un fiume di denaro: da 300-500 euro a 2mila, 7mila, 10mila euro per volta, quasi sempre in contanti, come dimostrerebbero i prelievi bancari, ma talvolta anche in titoli, come quei 25mila euro in 5 assegni circolari incassati dalla maga nel 2009, all’inizio della “cura”.

Quando, il 4 gennaio 2013, la vittima ha smesso di pagare, è continuato il tormento da parte della cartomante, che l’ha pressata per cinque mesi, fino a maggio di quell’anno, per indurla a proseguire nelle consegne di denaro: da qui l’accusa di tentata estorsione, non riuscita per cause indipendenti dalla volontà dell’indagata, vale a dire la ribellione della vittima.

Messaggi sms – e presunti debiti che sarebbero stati anticipati dalla figlia della maga, perfino il suggerimento di vendere una casa – di questo tenore: «È urgente, dei miei 900 euro me ne devi portare almeno 400 entro domani»; «Ti mando (sul luogo di lavoro della vittima, ndr) la fattura del mio dentista, almeno portami un acconto»; «Dopo tutto il bene che ti ho fatto sacrificandomi tutte le notti, dopo ciò che

ho dovuto far pagare a mia figlia, ti comporti così? La pazienza ha un limite. Stai attenta»; «Siamo amiche, non capisco perché tu non voglia parlarmi. Hai ancora la casa a Sanremo? Spero di sì»; «Ho bisogno dei miei 900 euro attenta!».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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