Quotidiani locali

Reggio Emilia, prende in ostaggio la dipendente e rapina la tabaccheria

Il bandito ha minacciato di morte la ragazza puntandole un coltello alla gola per poi farsi dare i soldi dal titolare della tabaccheria di via Sante Vincenzi presente con lei

REGGIO EMILIA. Era quasi l’ora di chiusura, e si stava già preparando per tornare a casa quando, dalla porta a vetri, è entrato un uomo con il volto coperto da un passamontagna. È andato dietro al bancone, l’ha afferrata con forza e le ha puntato un coltello alla gola, intimando a uno dei titolari dell’attività presente assieme a lei di dargli i soldi presenti nelle casse. Altrimenti l’avrebbe ammazzata. Ed è solo il sangue freddo dei due, che hanno calmato e accontentato il criminale, che ha impedito che una rapina a mano armata sfociasse in tragedia.

Reggio Emilia, il racconto del titolare della tabaccheria rapinata REGGIO EMILIA. Un bandito ha minacciato di morte e preso in ostaggio la dipendente della tabaccheria di via Sante Vincenzi puntandole un coltello alla gola, per poi farsi dare i soldi dal titolare presente con lei.


È tornata la paura nelle zone limitrofe al quartiere Mirabello dopo che, mercoledì sera, la storica tabaccheria di via Sante Vincenzi è stata vittima di quest’ultimo episodio criminale. Ultimo perché, in quelle strade e in quei negozi, sono tutti ormai abituati e quasi rassegnati a questo tipo di violenze. Che, dopo un periodo di relativa quiete, ultimamente si stanno moltiplicando fra scippi e spaccate.

Vittima del rapinatore è stata questa volta Serena, dipendente da sei anni di quella tabaccheria. A raccontare quanto successo, però, è uno dei titolari. Lei, dopo aver visto la lama del criminale a pochi centimetri dal suo volto, probabilmente è ancora troppo scossa.

«Tutto è accaduto in un minuto al massimo – racconta Giorgio Sassi – fra le 18.30 e le 19. In quel momento con la ragazza c’era il mio socio quando, all’improvviso, nel locale è entrato questo personaggio con il volto coperto da un passamontagna».

L’uomo si è subito diretto nella parte più ampia dell’attività commerciale, con diverse casse adibite ai pagamenti e al centro scommesse, e ha raggiunto i due dietro al bancone. «Come vede – prosegue il titolare indicando alcuni clienti – qui dentro c’è sempre qualcuno ma il rapinatore è riuscito a trovare quei 40/50 secondi in cui non era presente clientela. E col senno di poi forse è stato meglio così, magari all’arrivo di altre persone si sarebbe potuto agitare, ferendo Serena».

Invece, con notevole lucidità, la giovane e il socio di Sassi sono riusciti a mantenere la calma: «Il criminale, che da quanto mi hanno detto aveva un accento meridionale, teneva bloccata la ragazza con un braccio e con l’altro, armato di coltello, di volta in volta indicava al mio socio le casse da aprire per poi puntare nuovamente la lama contro il collo di Serena. Lui gli ha subito detto di calmarsi e gli ha dato quello che voleva, circa un migliaio di euro in contanti».

A quel punto il malvivente è fuggito, facendo perdere le proprie tracce. «Si tratta probabilmente del gesto di un disperato – conclude Sassi – come ce ne sono tanti in questo quartiere. Che subiamo una rapina del genere è la prima volta, ma di furti e spaccate siamo stati vittime praticamente tutti qui in zona».

Sulla vicenda indaga ora la polizia reggiana.
 

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Reggio Emilia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PUBBLICARE UN LIBRO

Sconti sulla stampa e opportunità per gli scrittori