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«Parcheggiare alla stazione Mediopadana resti gratis»

Reggio Emilia, i pendolari dell’alta velocità avanzano delle richieste al Comune: da maggiori stalli a un collegamento diretto con le Fiere

REGGIO EMILIA. Nuovi parcheggi, stalli a pagamento, videosorveglianza e sbarre d’accesso, numerose piantumazioni e viabilità ridisegnata. È il massiccio – e costoso – progetto che coinvolge l’area della stazione Mediopadana ma che, almeno in parte, sembra non soddisfare le esigenze delle centinaia di pendolari reggiani che tutti i giorni viaggiano sui treni dell’alta velocità. Tanto che, tramite il loro portavoce, Filippo Marani, hanno presentato una vera e propria contro proposta.

Quattro, in sintesi, le richieste e le critiche avanzate da questo gruppo di lavoratori: maggiore illuminazione sul tratto di ciclopedonale che costeggia via Filangieri, più stalli rispetto a quelli previsti dall’amministrazione, un collegamento tramite navetta monorotaia con le Fiere e la non messa a pagamento dei parcheggi. «Chi si reca tutti i giorni a Milano per esigenze professionali – scrive Marani – sopporta il costo mensile dell’abbonamento, pari a 290 euro. Sono 3.480 euro all’anno. Si comprenderà bene che, senza voler fare i conti in tasca a nessuno, sono molti tra di noi a considerare spiacevole l’ipotesi di dover aumentare ancora (e, a quanto si legge, in maniera considerevole) le spese sostenute per il solo fatto di dover raggiungere il proprio posto di lavoro».

Un particolare che evidenzia una profonda differenza tra chi utilizza la Mediopadana come un vero servizio di “metropolitana veloce” rispetto a chi si reca alla stazione solo saltuariamente, occupando lo spazio del parcheggio magari per molti giorni consecutivi ma senza la necessità di dover sostenere giorno dopo giorno spese per recarsi al lavoro. Ed è proprio per questo che, proseguono i pendolari reggiani, «auspichiamo possa essere presa in considerazione l’ipotesi di un’esenzione dall’aggravio del parcheggio per i titolari di abbonamento mensile».

Il ragionamento alla base di queste proposte, però, non si basa solo su considerazioni di carattere economico ma tocca an che questioni urbanistiche, architettoniche e sociali.

Secondo l’esperienza quotidiana dei pendolari, infatti, dopo l’ampliamento del numero dei posti a disposizione per il parcheggio, molti viaggiatori non saranno disposti, per necessità, a lasciare l’auto nelle strisce blu. Considerando una capienza futura pari a circa 1.200 veicoli, «è verosimile immaginare che un 40% di queste non abbia la possibilità di sostenere spese per la sosta».

Nelle aree circostanti si riverserebbero quindi 480 autovetture e «per evitare l’inevitabile insorgere di traffico – spiega ancora Marani – e i conseguenti disagi dovuti all’accumulo di auto in sosta al di fuori dell’area a pagamento, ci parrebbe un’alternativa interessante il potenziamento dei servizi di trasporto verso la stazione, prendendo in considerazione l’ipotesi di permettere l’utilizzo di spazi adiacenti come quelli delle Fiere, che potrebbero risultare comodi».

In quella zona infatti, tra l’altro in attesa di un progetto a lungo termine che la possa portare a nuova vita, esiste già un parcheggio spesso sotto utilizzato. La soluzione proposta dai pendolari è quindi quella di attivare un servizio di “people mover”, una sorta di navetta su monorotaia senza conducente simile a quella che sta per partire a Bologna fra l’aeroporto e la stazione.

«Collegherà le Fiere con la stazione alta velocità – spiegano ancora – e questo servizio avrebbe anche un grosso impatto sulle Fiere stesse, migliorandone i collegamenti e la fruibilità. I costi di gestione del servizio potrebbero essere suddivisi tra pubblico e privato: Comune e Regione da un lato e Fiere, Trenitalia ed Ntv dall’altro, consentendo l’utilizzo del mezzo ai possessori di regolare biglietto di viaggio o ticket di ingresso alle esposizioni».

Ultimo punto oggetto delle

richieste dei pendolari è infine quello che riguarda il percorso ciclopedonale adiacente a via Filangieri, giudicato eccessivamente buio al calare della notte: «Andrebbe assicurato il corretto funzionamento dell’illuminazione pubblica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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