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Cia nel segno della continuità Cervi confermato presidente

REGGIO EMILIA. Nessuna sorpresa tra gli agricoltori dalla Cia, associazione di categoria del settore, tra le più rappresentative a Reggio. L’assemblea dei soci, tenutasi sabato scorso alla Cantina...

REGGIO EMILIA. Nessuna sorpresa tra gli agricoltori dalla Cia, associazione di categoria del settore, tra le più rappresentative a Reggio. L’assemblea dei soci, tenutasi sabato scorso alla Cantina Albinea Canali, ha affidato al presidente uscente Antenore Cervi un secondo mandato, per guidare l’organizzazione provinciale per i prossimi 4 anni. Anni che dovranno essere all’insegna dell’innovazione per dare all’agricoltura un futuro sostenibile; ciò vorrà dire necessariamente innovare anche ne ...

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REGGIO EMILIA. Nessuna sorpresa tra gli agricoltori dalla Cia, associazione di categoria del settore, tra le più rappresentative a Reggio. L’assemblea dei soci, tenutasi sabato scorso alla Cantina Albinea Canali, ha affidato al presidente uscente Antenore Cervi un secondo mandato, per guidare l’organizzazione provinciale per i prossimi 4 anni. Anni che dovranno essere all’insegna dell’innovazione per dare all’agricoltura un futuro sostenibile; ciò vorrà dire necessariamente innovare anche nell’ambito della stessa associazione. Esigenza espressa anche dalle conclusioni del vice presidente regionale Cristiano Fini, che l’ha sintetizzata in una citazione di un pensiero di Albert Einstein, che afferma come se si fanno sempre le stesse cose non ci si possono attendere risultati diversi.

Cervi, 53 anni, da Campegine, è titolare di un’azienda con allevamento suinicolo ed avicolo. Sarà affiancato da due vice presidenti: Arianna Alberici che con il padre conduce un’azienda vitivinicola a Boretto, Marco Cigarini, titolare a Correggio di un’azienda ad indirizzo frutticolo e viticolo, ma che ha anche un allevamento di bovini da latte.

Per l’agricoltura italiana ed anche per quella reggiana, le sfide del tempo presente impongono lo sviluppo di un nuovo modello di riferimento che torni a coniugare produttività (capacità di nutrire il pianeta), competitività (fornire reddito agli agricoltori), sostenibilità (tutelare e valorizzare il capitale naturale), esso deve essere basato su due capisaldi: le innovazioni e il legame con il territorio, che consentono, insieme, di rielaborare nuovi equilibri di filiera. In questo contesto è importante la difesa dei marchi d origine per dare riconoscibilità e valore alle nostre produzioni e di chi opera in difficoltà in aree svantaggiate. Di conseguenza la settima assemblea elettiva delinea gli orientamenti e le proposte che la Cia rivolge all'agricoltura italiana. Esse sono – tra le altre -: favorire l’impresa agricola e il suo sviluppo per un nuovo equilibrio dei rapporti di filiera, costruendo le possibilità di accesso alle innovazioni per le imprese agricole, accrescendo il valore d’impresa, reddituale, ambientale e territoriale, favorire lo sviluppo integrato di Agricoltura, Turismo e Industria per garantire un’evoluzione sinergica e coerente con le nostre eccellenze ambientali, paesaggistiche, enogastronomiche.

I lavori hanno visto anche un apprezzato intervento del presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano Nicola Bertinelli ed il saluto delle autorità, tra le quali il presidente della Provincia Giammaria Manghi e l’assessore al Bilancio del Comune di Reggio Daniele Marchi.