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Miscoso, da domani si passa... a piedi

Entro la fine del mese l’apertura ad auto e camioncini su una delle due corsie. Manghi: «Abbiamo rispettato l’impegno»

VENTASSO. A poco più di un mese dalla frana che ha isolato Miscoso dal resto della provincia di Reggio Emilia – costringendo gli abitanti ad un lunghissimo percorso alternativo che tocca le province di Parma e Massa Carrara – entro domani sarà riaperta, seppure solo ai pedoni, la strada che collega il paesino del crinale con Cecciola, Ramiseto, il territorio del Comune di Ventasso e il resto dell’Appennino reggiano. Entro fine mese una delle due corsie della provinciale 15 franata a valle il 12 dicembre scorso verrà poi aperta alle auto e ai camion piccoli (quelli non oltre i 35 quintali).

«Non chiediamo miracoli, ma solo di far presto a rimettere a posto la strada», avevano domandato nei giorni scorsi gli abitanti di Miscoso tramite la Gazzetta di Reggio. Appello motivato anche da situazioni di rischio oggettivo: basti pensare all’eventuale necessità di raggiungere in tempi rapidi un ospedale.

I lavori annunciati dalla Provincia di Reggio stanno rispettando la tabella di marcia, grazie alle condizioni meteo favorevoli e all’impegno delle imprese, che lavorano anche nei weekend.

«Entro giovedì, rispettando gli impegni presi con abitanti e Comune, contiamo di aprire l’accesso pedonale che permetterà di ripristinare un collegamento diretto verso valle, oggi possibile solo risalendo verso il passo del Lagastrello e il Parmense, con inevitabile allungamento dei tempi di percorrenza – conferma il presidente della Provinicia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi –. Per la fine di gennaio, sempre compatibilmente con le condizioni atmosferiche, contiamo invece di riaprire il transito a senso unico alternato ai veicoli fino a 35 quintali».

Quella di Miscoso è la situazione più delicata della serie di frane e smottamenti provocata dall’ondata di maltempo che si è abbattuta sulla nostra provincia il 9 e il 12 dicembre scorsi, quando alle precipitazioni già abbandonanti si è sovrapposto un fenomeno di inversione termica (temperature sopra lo zero sul crinale e sotto lo zero nella fascia da Castelnovo Monti a Villa Minozzo), con problematiche di gelicidio nella fascia di media montagna e l’incremento dei quantitativi di acqua verso valle dovuti al repentino scioglimento della neve.

«A seguito delle attività di monitoraggio e verifica che abbiamo immediatamente effettuato, abbiamo già rendicontato all’Agenzia regionale di Protezione civile danni alla viabilità per 6 milioni e 370.000 euro, 5 dei quali relativi alle strade provinciali e i rimanenti a quelle comunali – continua Manghi –. Per quanto riguarda la viabilità provinciale, l’area del crinale più colpita è il Ramisetano, nel Comune di Ventasso, dove lungo la Sp 15, nel tratto tra il centro abitato di Ramiseto e Miscoso, sono stati registrati ad oggi 15 movimenti franosi, cui si aggiungono due smottamenti sulla Sp 91 a Vaglie di Ligonchio e altri due sulla Sp 57 a Vetto».

Sulle le strade comunali sono stati invece registrati 30 dissesti (nove nell’area di Ramiseto, dieci nella zona di Busana, nove nell’area di Collagna e uno a Ligonchio) che hanno comportato la chiusura della strada comunale per Ca’ Manari, sotto Busana, e di quella per Camporella a Ramiseto, mentre rimane molto precaria l’apertura della strada per Cecciola.

La situazione più complessa è la frana che impedisce agli abitanti di Miscoso – paese situato a circa mille metri di altitudine – di scendere a valle. «Per questo – spiega Manghi – abbiamo attivato da subito sopralluoghi, indagini geologiche e progettazione delle opere di messa in sicurezza, per arrivare al ripristino della viabilità nei tempi più rapidi possibili, anticipando già a dicembre il finanziamento di lavori urgenti per 507.000 euro che, in settimana, dovrebbe appunto portare all’apertura di un accesso pedonale. Per la sistemazione definitiva
del dissesto, che riguarda un fronte franoso piuttosto ampio, si dovranno attendere i finanziamenti regionali o statali, in ogni caso stiamo già predisponendo il progetto in modo da agire tempestivamente non appena saranno stanziati i fondi necessari».

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