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Elezioni, l'endorsement di Orietta Berti al M5s fa infuriare il Pd: esposto all'Agcom

L'usignolo di Cavriago intervistata a Un giorno da pecora: "Darò il mio voto a Grillo. Di Maio? Ha solo un difetto: è troppo bello"

Elezioni, Orietta Berti: "Voterò Grillo". E il Pd si infuria «Gli voglio dare il voto, al mio amico Grillo. Le promesse vanno mantenute!». Così Orietta Berti, ospite in studio del programma di Rai Radio1 di Un Giorno da Pecora condotto da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. Parole che hanno scatenato un caso politico. A cominciare dalla decisione di  Sergio Boccadutri, deputato del Partito democratico e componente della Commissione Vigilanza Rai, di presentare un esposto all'Agcom: «È legale? - si chiede il parlamentare - Lo chiederemo all’Agcom, con un esposto».  Luigi Di Maio replica: «Quello del Pd è stato un atto di censura Orietta Berti ha tutta la mia solidarietà».

REGGIO EMILIA.  Ha mai votato per Grillo? «Glielo ho sempre promesso ma non l'ho mai votato, ero sempre all'estero». E il 4 marzo lo voterà? «Gli voglio dare il voto, al mio amico Grillo. Le promesse vanno mantenute!». E poi: come farà il M5S a governare, visto che non intendono fare alleanze? «Quello mi preoccupa un po'. Ma ci vuole cambiamento. Io, senza voler fare politica, dico che queste persone mi piacciono, perché oneste, si accontentano di quel che prendono». E ancora: le piacerebbe avere un premier molto giovane come Luigi Di Maio? «Non è importante l'età ma che sappia fare ciò che deve. Secondo me loro sono bravi».

Così parlò Orietta Berti, ospite in studio del programma di Rai Radio1 di Un Giorno da Pecora condotto da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. Parole che hanno scatenato un caso politico. A cominciare dalla decisione di  Sergio Boccadutri, deputato del Partito democratico e componente della Commissione Vigilanza Rai, di presentare un esposto all'Agcom: «È legale? - si chiede il parlamentare - Lo chiederemo all’Agcom, con un esposto».

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L'IRA DEL PD. Il caso è nato durante una puntata di Un giorno da Pecora, la trasmissione radiofonica, che ha intervistato l'usignolo di Cavriago. Per il deputato Pd, «la par condicio è entrata ufficialmente in vigore, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della delibera Agcom che recepisce il testo votato dalla commissione di Vigilanza Rai. "Un giorno da pecora" è stata ricondotta sotto la responsabilità del direttore del Giornale radio. Altro che contraddittorio degli opinionisti: qui abbiamo addirittura un personaggio dello spettacolo che esprime pubblicamente la propria preferenza politica, con tanto di endorsement a una lista, senza alcun bilanciamento. Ora, la trasmissione dovrà invitare un elettore per ogni altra lista in campo per il voto del 4 marzo? O forse, sarebbe stata necessaria una maggiore attenzione da parte di chi conduce il programma?. È opportuno che l’Agcom valuti se non siamo di fronte ad una chiara violazione della legge, come sembrerebbe, se non sia il caso di comminare delle sanzioni e in che modo possano essere sanata la questione nei confronti delle altre forze politiche. Sarebbe opportuno anche valutare se Orietta Berti, dopo il suo coming out, possa continuare a ricoprire il ruolo di ospite fisso nella seconda parte della trasmissione di Fabio Fazio», conclude.

LA DIFESA DI MAIO. Parole alle quali non è mancata la replica di Luigi Di Maio, che attacca il Partito Democratico: «Quello del Pd è stato un atto di censura. È mai possibile che denunci all'Agcom un'artista che è un'istituzione del nostro Paese solo perché ha detto in radio che vuole votare il Movimento 5 Stelle e ha espresso un apprezzamento su di me e Beppe Grillo? Sorrido, ma ci sarebbe da piangere. Orietta Berti ha tutta la mia solidarietà. Questo Paese ha ancora libertà di parola, espressione e pensiero, spiegatelo al Partito Democratico che oltre a garantire le banche ormai non è più in grado di garantire nient'altro».

Su Facebook, Di Maio ha ricordato un recente incontro con la cantante reggiana: «Qualche tempo fa - scrive Di Maio - ho incontrato Orietta Berti negli studi RAI di Milano, poco prima di essere intervistato da Fabio Fazio. È stato per me un vero piacere! Abbiamo chiacchierato per un pò, ci siamo raccontati i nostri impegni e ne ho approfittato per farmi un selfie assieme a lei che ho prontamente girato a mia mamma, sua grande fan. Insomma c'è stata subito una grande simpatia reciproca e mi ha detto che seguiva attentamente gli sviluppi del MoVimento 5 Stelle».

Per Di Maio, «siamo davanti a un'intimidazione bella e buona nei confronti di un'artista da parte del partito che, pur essendo minoranza nel Paese, controlla la RAI e il governo. Giù le mani da Orietta Berti! È un'icona della musica italiana e dell'Emilia Romagna. Nessuno può pensare di discriminarla per le sue idee politiche ed è suo diritto esprimersi e parlare liberamente. Il Pd le chieda immediatamente scusa e la smetta di minacciare chiunque si avvicini al MoVimento 5 Stelle. Orietta Berti è una donna che non deve dire grazie a nessuno e sicuramente sapeva che la sua presa di posizione avrebbe dato fastidio a qualcuno. Nonostante questo l'ha fatto e a lei va il mio grazie».

L'INTERVISTA. Quanto al resto dell'intervista rilasciata in radio da Orietta Berti, ecco il contenuto:

Se potesse, che domanda farebbe a Di Maio? «Come si fa ad andare al governo se non c'hai i numeri a posto?»

E Renzi invece come lo vede? «L'ho visto da Fazio. Ha un'abbronzatura bellissima».

È un colore naturale? «Mi ha detto che fa la lampada. E invece Di Maio è scuro così di suo, è naturale, sembra un mulatto»,

Luigi Di Maio avrà pure un difetto: quale? «Penso che sia troppo bello».

Troppo bello? «Si. Quando una persona è troppo bella poi non è tanto credibile quando parla. Io l'ho visto di persona, ha dei bellissimi lineamenti e delle belle mani, poi l'abbronzatura non ne parliamo. E poi non è basso».

È più alto di Berlusconi? «Berlusconi, per esempio, è più basso».

Anche il Cavaliere è così affascinante? «Ha un altro fascino, è un uomo più attempato».

Nel corso della puntata di Un Giorno da Pecora, poi, Giorgio Lauro e Geppi Cucciari hanno chiesto alla Berti di modificare il testo del suo grande classico 'Finché la Barca Va" adattandola, ironicamente, alla situazione Boschi-Banche, e inserendo queste due parole nel testo. La cantante è stata al gioco e ha intonato il brano in questa nuova veste, come si può vedere nel video linkato qui sotto 

La puntata integrale di Un Giorno da Pecora

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