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Reggio Emilia, l'ex leghista Alessandri in pista con Grande Nord

L’ex parlamentare del Carroccio, bossiano di ferro, al fianco del movimento autonomista: «Ho in testa anche le Regionali»

REGGIO EMILIA. «Ho già in testa anche le Regionali del 2019. Questo è solo un primo passaggio. Stanno facendo una Lega e basta, senza più Nord. E questo non mi piace affatto. Voglio che la parola “nord” torni sulla scheda elettorale». L’incontro c’è stato ieri sera, quando si è svolta una riunione per fare il punto sulla mole di documenti burocratici da presentare in vista della presentazione delle candidature. Ma, assicura, «la macchina è già in moto». Così come l’avvio della raccolta firme.

Ex leghista, già bossiano di ferro rimasto stritolato nella guerra intestina che animò il Carroccio ai tempi della segreteria Maroni e dello scandalo Belsito, sfidante dell’allora sindaco Graziano Delrio alle amministrative 2009, dove ottenne il 18,2% dei voti, ancora oggi uno dei massimi risultati raggiunti dalla Lega a Reggio Emilia. L’ex parlamentare, Angelo Alessandri, scalda i motori e torna in pista. Ma, al posto del colore verde tipico del Carroccio, sostituisce ora il bianco, il rosso e il blu presenti nel simbolo di “Grande Nord”, il movimento autonomista fondato dall’ex presidente della Provincia di Varese ed ex parlamentare, Marco Reguzzoni, uno dei protagonisti del cosiddetto «cerchio magico» vicino al Senatur.

Un movimento pronto a correre per le Regionali lombarde e, soprattutto, che affila le armi per le Politiche del prossimo 4 marzo, con l’obiettivo di presentare candidati in sei Regioni: Emilia-Romagna, Piemonte, Liguria, Friuli, Veneto e Lombardia. Nel mirino del movimento, ovviamente, finisce proprio il nuovo corso della Lega targato Matteo Salvini: un partito che, secondo Alessandri, ha smarrito la missione originaria del Carroccio, quando la vocazione leghista era di chiara matrice indipendentista e autonomista.

«Me ne ero andato per lasciare spazio ai giovani – afferma Alessandri – Ma, dopo cinque anni, mi sono reso conto che quello che vedo non mi piace. Io ho dato tutta la vita per il progetto “nord” e pensavo che continuassero a fare questa lotta. Ma hanno deciso di fare un’altra cosa che è in antitesi con tutta quella nostra battaglia. Per questo ho deciso di dare una mano per far ripartire un cammino interrotto».

L’addio al Carroccio risale ormai a poco più di cinque anni fa. Alessandri aveva lasciato la Lega a fine 2012, annunciando le sue dimissioni dal partito e dal gruppo parlamentare alla Camera in contrasto con il nuovo corso inaugurato dall’allora segretario Maroni.

In precedenza, aveva rivestito numerosi ruoli, non solo all’interno del partito: dal 2002 è stato segretario nazionale della Lega Nord Emilia, succedendo a Maurizio Parma. Tre anni dopo, nel 2005, era diventato anche presidente federale della Lega Nord: un incarico lasciato nel 2012, il 5 aprile, quando il Consiglio Federale del Carroccio decise di sostituirlo con Umberto Bossi, che all’epoca si era dimesso da segretario dopo lo scandalo che colpì il tesoriere Francesco Belsito.

Alessandri venne eletto in Parlamento come deputato nel 2006 e riconfermato nel 2008. Il 18 dicembre 2013, invece, aveva presentato un nuovo partito, “Io Cambio”, del quale era diventato presidente nazionale. Ora la nuova sfida, al fianco del movimento “Grande Nord”: «Dovremo raccogliere le firme – spiega l’ex parlamentare – abbiamo quindici giorni per raccoglierne quattrocento per ciascun collegio. Dovremo correre, ma siamo determinati a provarci. Vorrei avere la parola “nord” sulla scheda elettorale, credo che sarebbe un risultato importante. Come tanti altri amici, abbiamo dato la vita sul progetto “nord”. E non ci sto all’idea che qualcuno lo butti via per ambizione».

Secondo Alessandri, «la questione settentrionale esiste ed è più forte di prima, ma bisogna

avere la forza e la determinazione di non mollare. Lo strumento che avevamo costruito sta facendo un’altra cosa. Di conseguenza bisogna ripartire con uomini di buona volontà. Non abbiamo ambizione di poltrone, ci proviamo e basta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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