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Lorenzo alla prof: «Grazie per avermi salvato la vita»

Sant’Ilario: su Rai 2 lo studente 15enne del d'Arzo di Montecchio colpito da infarto a scuola: «Non l’ho ancora incontrata, ora voglio tornare in classe»

SANT’ILARIO. «Non ho ancora avuto occasione di incontrare la mia prof, ma la ringrazio per avermi salvato la vita e non vedo l’ora di tornare a scuola con lei».

Così Lorenzo Loschi, 15 anni, lo studente residente a Calerno di Sant’Ilario che il 16 ottobre scorso ha rischiato di morire per un infarto durante la lezione di ginnastica all’istituto D’Arzo di Montecchio, ha dichiarato in televisione giovedì scorso, ospite della trasmissione “I fatti vostri” di Giancarlo Magalli su Rai2.

In studio erano presenti la professoressa Fabiana Costi, calciatrice reggiana del Sassuolo Femminile nonché insegnante di scienze motorie; la mamma Amelia Nobili, che fa volontariato alla scuola materna parrocchiale San Vincenzo di Calerno; la responsabile della terapia cardiochirurgia dell’ospedale Maggiore di Parma, dottoressa Vezzani. Il protagonista della storia a lieto fine, Lorenzo, in diretta dal letto d’ospedale di Parma, dove si trovava ricoverato dal giorno in cui ha accusato il malore, ha detto di non ricordare nulla di quell’episodio e ha ringraziato l’insegnante.

Montecchio: studente colto da malore al campo sportivo, i soccorsi MONTECCHIO. I soccorsi allo studente di 15 anni che, nel giro di pochi minuti, ha accusato due arresti cardiaci ed è poi stato ricoverato con prognosi riservata. LEGGI L'ARTICOLO

Quest’ultima ha raccontato come ha salvato il ragazzo: «Eravamo sul campo di atletica a fare lezione, al termine Lorenzo si è sentito male e mi ha chiesto di potersi sedere. Subito gli ho alzato le gambe, pareva stesse meglio; poi però ha iniziato a non rispondere, è svenuto. La situazione si stava aggravando: ho mandato gli altri ragazzi a chiamare i soccorsi. Non aveva più respiro né battito».

Fabiana Costi ha quindi praticato il massaggio cardiaco e le tecniche di rianimazione, imparate durante il corso di allenatore Uefa B a Coverciano, seguito per la società neroverde. Poi l’arrivo sul posto di mamma Amelia: «Hanno contattato prima mio marito Gianni, lui ha mandato me perché ero più vicina. Non pensavo fosse così grave, in passato aveva avuto due svenimenti ma si ritenevano dovuti ad una fase di crescita. In realtà in seguito si è capito che c’era un’anomalia congenita».

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L’anestesista Vezzani ha spiegato nei dettagli com’è possibile che Lorenzo abbia superato un arresto cardiaco durato ben 90 minuti. «È arrivato in sala operatoria senza battito, ma visto che l’arresto era avvenuto in presenza della prof ed eravamo certi che lui fosse sempre stato massaggiato abbiamo applicato una tecnica con la macchina cuore-polmone: dopo 20 minuti, il cuore ha ricominciato a battere».

A battere, ma non a funzionare: «Tutti gli organi hanno risentito del lungo periodo di non circolazione, abbiamo dovuto fare la dialisi e intervenire sui polmoni. Temevamo danni per un arresto così prolungato. Lorenzo faceva il dito alzato con il pollice, come a dire tutto ok. Quando a distanza di giorni si è ripreso, in collaborazione con altri cardiologi, anche da Genova, abbiamo indagato sulla causa dell’episodio. Vista la storia di Lorenzo, abbiamo analizzato le coronarie e il problema era proprio lì: aveva una coronaria anomala che nasceva dalla parte opposta rispetto al consueto e veniva schiacciata tra due arterie, perciò quando faceva dell’attività fisica rischiava l’infarto. Lo abbiamo operato, tra una serie di problemi non indifferenti».

Infine in tv è comparso uno striscione, con su scritto “Lollo barcollo ma non mollo”: una sorpresa dei compagni di Lorenzo, la 2ª D del D’Arzo , che attendono di rivederlo in classe.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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