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Reggio Emilia, vince all’Eredità e presenta all’Italia il sito di Tannetum

Paolo Storchi ha indovinato la parola della “ghigliottina”: «Userò i soldi per finanziare gli scavi archeologici in corso»

GATTATICO. È un volto conosciuto in Val d’Enza per le sue campagne di scavi a Tannetum, l’antico borgo di Galli Boi tra Taneto e Sant’Ilario, al quale ha promesso fin da subito che devolverà parte dell’eventuale vincita. Pochi però si aspettavano di vedere Paolo Storchi, 32 anni, archeologo con un dottorato di ricerca in topografia antica conseguito nel settembre scorso all’Università la Sapienza, comparire sul televisore di casa, come concorrente alla popolare trasmissione a quiz “L’eredità”, in onda nel preserale su Rai1, con Fabrizio Frizzi come conduttore.

«Mi ha iscritto mia madre senza dirmelo nel novembre scorso. A dicembre ho fatto un provino e mi hanno chiamato subito – spiega Storchi, raggiunto a Roma ieri pomeriggio, prima della puntata delle 18.45 –. Sono andato perché il mondo della ricerca è sempre molto complicato. Un altro motivo che mi ha spinto è stato quello di dare una mano al progetto di scavi archeologici a Tannetum, per il quale i fondi scarseggiano sempre, nonostante il supporto dei Comuni di Gattatico e Sant’Ilario e del gruppo Archeologico Val d’Enza. Avevamo iniziato la prima campagna nel 2016, l’abbiamo continuata nell’estate 2017 e speriamo di poter fare lo stesso anche quest’anno, in collaborazione con un gruppo di studenti de La Sapienza e dell’Università di Odense (Danimarca)».

Le campagne estive hanno dato parecchi frutti, l’anno scorso. «Non posso dichiarare i risultati perché devo prima consegnare il corposo materiale alla Sovrintendenza ed essere autorizzato – ci dice Storchi – posso solo dire che abbiamo fatto molte scoperte interessanti, che vanno dall’età del ferro al medioevo e che saranno oggetto di un incontro pubblico a Gattatico. Stiamo ricostruendo circa mille anni di storia del territorio reggiano».

L’andamento delle campagne si può seguire sulla pagina Facebook “Tannetum head hunters”, che annuncia anche l’utilizzo del carbonio 14 per datare con esattezza i reperti. Ma anche i mesi invernali sono stati ricchi di soddisfazione per Paolo Storchi. «Proseguono i miei studi, sto analizzando i dati degli scavi – spiega – . A breve uscirà il mio libro “Regium Lepidi Tannetum ,Brixellum e Luceria - Studi sul sistema paleografico della provincia di Reggio Emilia in età romana”, edito da Quasar di Roma, una delle case editrici più importanti in Italia, specializzata in pubblicazioni di archeologia e antichissima».

In televisione Storchi, presentato come «di professione archeologo, single, vive con un bassotto da lui indicato come il suo grande amore», nella prima puntata di mercoledì ha scalzato il precedente campione, ma non ha spuntato nessuna vincita perché alla prova della Ghigliottina (montepremi 10mila euro) non è riuscito a indovinare la parola misteriosa. «Si tratta di domande di cultura generale: ovvio che sulla storia sono ferrato, mentre sono meno preparato sulla musica moderna», commenta l’interessato.

Nella seconda puntata, ieri sera, è arrivato ancora una volta in finale e questa volta ha vinto 10.625 euro indovinando la parola della Ghigliottina, “pazienza”, unendo gli indizi “erba”, “santo”, “gioco”, “portare”, “attimo” .

«Frizzi è carinissimo, così come

le vallette – ha concluso al telefono Storchi –. Di certo è stata una bella pubblicità per il territorio: sono stato tempestato di messaggi di amici e conoscenti che tifavano per me e ora milioni di italiani sanno che esiste Tannetum».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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