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«Per riparare la strada occorreranno soldi e tempi molti lunghi»

Il sindaco di Ventasso: «Prima un’indagine geologica» Un drone ha sorvolato il fronte del crollo registrando i danni

VENTASSO. Di tecnici della Provincia, sulla frana di Vaglie, se ne sono visti pochi, forse nessuno. In compenso l’area è stata sorvolata, nei giorni successivi al cedimento, da un drone che ha registrato l’entità del danno. Tecnologie al servizio delle devastazioni che hanno fotografato e restituito una situazione drammatica: il fronte della frana che ha provocato il crollo di quasi tutta la sede stradale della provinciale 91 a due chilometri a sud del borgo, è molto esteso. Inoltre il territorio è particolarmente fragile anche a causa dell’erosione del torrente Rossendola, dunque per ripristinare il danno occorreranno molti soldi, qualche studio e tempi lunghi. «I tecnici della Provincia che ho incontrato l’altro giorno – spiega il sindaco di Ventasso Antonio Manari – mi hanno parlato di qualche mese».

Non andrà come a Miscoso, frana per la quale la Provincia ha anticipato 500.000 euro – in attesa della restituzione da parte della Regione – per i lavori di ripristino. «Semplicemente perché – spiega Manari – a Vaglie non ci troviamo di fronte a un borgo i cui abitanti sono rimasti isolati. Con percorsi in auto allungati al massimo di 15-20 minuti, chi vive nella frazione può raggiungere le altre località». Quindi priorità bassa, o quasi.

Tanto più che l’intervento che si prospetta per ricostruire la strada ha un grado di difficoltà piuttosto alto. «La Provincia – prosegue il sindaco – affiderà nei prossimi giorni un’indagine geologica a uno studio specializzato, approfondimento necessario per capire la tipologia del territorio, si passerà poi alla redazione di un progetto che garantisca un intervento di ripristino duraturo nel tempo, quindi verranno cercate le risorse (per ricostruire la strada e metterla in sicurezza occorreranno circa 700.000 euro, ndr) e infine verrà fatto il bando di gara per affidare i lavori. Un iter per concludere il quale dovranno passare diversi mesi». Con buona pace della fretta degli abitanti che dopo aver sopportato quattro blocchi provocati da altrettante frane negli ultimi cinque anni, questa volta vorrebbero un intervento snello ma soprattutto veloce.

«Ho già incontrato i residenti di Vaglie – continua Manari – è andrò da loro sabato pomeriggio per aggiornali sulla situazione». Che però resta piuttosto critica proprio a causa della conformazione del territorio particolarmente soggetto a frane: il punto nel quale, in dicembre, ha ceduto la provinciale 91 si trova di fianco a un’altra frana avvenuta negli anni scorsi.

«Il manto stradale era stato ripristinato – conclude il sindaco – collocando una palificazione di sostegno nella montagna sopra la quale poi è stata ricostruita la strada. Quell’intervento ha resistito bene alla furia

dell’acqua, un mese fa, che ha invece provocato il crollo della porzione di banchina stradale subito adiacente». Da qui la necessità, reclamata a gran voce da chi rimanendoci mantiene viva la montagna, di pianificare interventi strutturali e non solo palliativi.(c.o.)
 

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