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Reggio Emilia, tra il dire e il fare è passato un altro anno

Quindici (fra i tanti) lavori pubblici annunciati e attesi in città e nel territorio che ci aspettiamo di veder conclusi (o almeno iniziati) nel 2018. Scriveteci anche le vostre priorità

REGGIO EMILIA. Volete impensierire chi ci amministra, chi sta nelle tante cabine di regìa, chi opera nelle varie stanze dei bottoni? Brandite la memoria, cioè ricordate loro ciò che ancora non hanno fatto. Mettete in ordine le promesse mancate ed esponetele.

Gli guasterete l’inizio d’anno. Per un motivo semplicissimo: l’agenda è roba loro. Per la classe politica e quella dirigenziale non c’è peggior sveglia che quella data dall’esterno. Cosa che volentieri fa oggi la Gazzetta col suo brutto c ...

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REGGIO EMILIA. Volete impensierire chi ci amministra, chi sta nelle tante cabine di regìa, chi opera nelle varie stanze dei bottoni? Brandite la memoria, cioè ricordate loro ciò che ancora non hanno fatto. Mettete in ordine le promesse mancate ed esponetele.

Gli guasterete l’inizio d’anno. Per un motivo semplicissimo: l’agenda è roba loro. Per la classe politica e quella dirigenziale non c’è peggior sveglia che quella data dall’esterno. Cosa che volentieri fa oggi la Gazzetta col suo brutto carattere: immagina di rappresentare larga parte delle attese dei cittadini (lettori); è molto motivata nello scrollare gli amministratori già immersi nella campagna elettorale.

Oggi, 3 gennaio 2018, l’agenda gliela scriviamo noi. L’operazione è schematica, semplice semplice. Abbiamo traghettato dal 2017 alla nuova annata quelle quindici “cose” rimaste in sospeso con tutta la loro coda.

Per coda intendo lo strascico delle promesse, delle strofe e degli intercalari (si farà, entro il, è già finanziata, è a bilancio, non oltre il, è cosa fatta…).

Per “cose” intendiamo operazioni vere, opere pubbliche. Che non sono aspirazioni, ma lavori che le amministrazioni hanno garantito. Ci hanno detto che le avrebbero fatte.

Le prime che trapelano dalla nuvola che transita dal 2017 al nuovo anno (era già transfuga dalle annate precedenti, perciò è una nuvola stagionata) sono: parcheggio più largo, vigilato e consono della stazione Mediopadana; più luce notturna in un centro storico che così è inquietante, neanche romantico, molto pre-energia elettrica.

So che rispetto all’importante visione generale di rigenerazione urbana che ha in programma la giunta del capoluogo, queste sono urgenze retail, di dettaglio. Ma abbiamo deciso univocamente di annotarle, perché sono esigenze quotidiane. L’attività delle amministrazioni di una città, di un territorio, devono essere innervate dalle soluzioni contingenti.

Abbiamo sommato anche le opere che l’amministrazione ha deliberato di attuare entro l’anno appena inaugurato. Fra queste, ad esempio, l’Arena al Campovolo, ritenuta per la sua valenza strutturale e le dimensioni, il carburatore della nuova Reggio insieme al Tecnopolo.

Nel rappresentare le promesse sospese abbiamo tenuto conto della vita difficile dell’amministrazione e degli amministratori. Loro sono certamente alle prese con tempi economici e burocratici ardui, durissimi, e anche con una forte e articolata pressione dei cittadini sempre più critici, sempre meno disposti alla pazienza o all’ottimismo.

Nel compilare questa hit abbiamo considerato che le “cose” da fare non sono d’invenzione popolare o populista, ma sostenute e rilanciate nel tempo da chi ci amministra. Ne condivide la necessità. E siccome molte di esse non sono galattiche e nemmeno salate non s’intuisce perché restino nella nuvola, quando il governo della città – ad esempio – pensa in grande e con profusione di energie.

Chissà se la tripletta delle elezioni (politiche fra tre mesi, comunali e regionali fra un anno) acceleri, trasformi le promesse in fatti compiuti... Allora sarebbe unicamente una questione di volontà.

Scriveteci le vostre priorità da mettere in agenda all'indirizzo mail cronaca.re@gazzettadireggio.it