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«Ha lottato 18 giorni come un toro»

Si era trasferito da Foggia a Fabbrico. Il cugino: «Era contento del suo lavoro»

FABBRICO. «In questi 18 giorni ha lottato in ospedale come un toro. Lo hanno detto i medici di Parma». Giovanni Longo, avvocato e cugino di Pierfrancesco Orlando, ripercorre il calvario del giovane operaio.

«È stata un’agonia. I medici hanno sempre detto che la strada era in salita. Purtroppo Pierfrancesco si è fermato a metà».

Il giovane era di Foggia: il suo secondo nome era Pio, in onore del santo. Dopo il diploma si era messo in cerca di lavoro. Aveva mandato curriculum in giro per l’Italia ed era stato assunto alla Landini Tractors un anno e mezzo fa.

«Si era trasferito da solo. Era contento e, prima dell’incidente, stava programmando di tornare a casa per le feste». In azienda si era fatto benvolere. Dopo l’incidente i colleghi avevano mostrato in modo concreto la loro solidarietà alla famiglia, e anche la direzione della Landini aveva fatto sapere che aspettava il dipendente al lavoro (il contratto a termine sarebbe stato infatti confermato).

Dal 13 dicembre, subito dopo l’incidente, i genitori del giovane hanno lasciato Foggia. La madre Lina e il padre Franco, dipendente delle ferrovie, hanno soggiornato prima a Fabbrico e poi si sono stabiliti a Parma
per stare più vicini al loro figlio.

Pierfrancesco lascia anche i fratelli maggiori Cristian, che vive a Foggia, e Giovanni, che vive a Monza.

La notizia della morte del 21enne ha creato cordoglio tra i colleghi di lavoro e gli amici in Puglia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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