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Fabbrico: con l’auto nel canale, 21enne muore 18 giorni dopo

Pierfranceso Orlando, operaio alla Landini, ucciso da un’infezione provocata dall’acqua inalata nel Naviglio, la procura indaga sul decesso

FABBRICO. Il cuore di Pierfrancesco Orlando ha smesso di battere nel pomeriggio del 31 dicembre all’ospedale Maggiore di Parma. L’operaio 21enne della Landini era ricoverato in coma farmacologico dal 13 dicembre, dopo un incidente stradale avvenuto in via Naviglio a Fabbrico. Il giovane sembrava essersela cavata con conseguenze di poco conto. Era riuscito a liberarsi da solo dall’abitacolo della sua Lancia Y caduta nel canale, uscendo dallo sportello del lato passeggero. Poi, come raccontato nei giorni scorsi, all’ospedale di Guastalla aveva accusato delle difficoltà respiratorie ed era stato portato d’urgenza a Parma. Da quel momento non aveva più ripreso conoscenza.

Pierfrancesco è rimasto vittima di una gravissima infezione. L’acqua inalata nel canale gli ha compromesso i polmoni. Durante il ricovero il giovane è stato attaccato a un respiratore artificiale e sottoposto a dialisi con lo scopo di ripulirgli il sangue.



La scorsa settimana l’operaio è stato operato a un polmone e poi sottoposto a una tac per valutare l’evoluzione delle sue condizioni di salute. «I medici avevano questa strategia - spiega l’avvocato Giovanni Longo, che assiste la famiglia ed è cugino della vittima -. Rimettergli in sesto il polmone sinistro e poi tentare di salvargli quello destro». Ma l’ultimo giorno dell’anno la situazione è precipitata. «Ha avuto un blocco renale alla mattina e poi verso le 17 è morto. Credo per problemi cardiaci». Un colpo terribile per la famiglia, che da giorni era stretta al suo capezzale, e per tutti quelli che a Fabbrico e Foggia (dove era nato e cresciuto il ragazzo) speravano in notizie positive.

Uno dei due fratelli, Giovanni, dopo l’incidente aveva presentato denuncia alla polizia municipale di Rio Saliceto ipotizzando il reato di lesioni.

La famiglia ha chiesto di indagare in due direzioni: accertare il grado di sicurezza della strada, che corre al fianco del canale, e chiarire se l’acqua del Naviglio sia inquinata. Per questo secondo aspetto è stata informata l’Arpae, competente per i controlli di natura ambientale.

Orlando non sembra morto per le conseguenze dell’incidente, ma per un’infezione provocata dall’acqua che ha inalato mentre era nell’abitacolo (dove forse è rimasto incosciente per pochi istanti a causa dell’urto).

Basta l’acqua sporca di un canale per provocare queste conseguenze o l’infezione è stata causata da qualche sostanza inquinante presente nel Naviglio? Per fare luce su questo quesito saranno necessari degli accertamenti. «Mio fratello ha un’infezione rara – aveva detto alla Gazzetta Cristian Orlando –. I virus e i batteri presenti nell’acqua che mio fratello ha inalato non sono semplici virus di acqua sporca di canale, ma potrebbero derivare da scarichi fognari e industriali».

«La procura di Reggio ha già acquisito la documentazione clinica dell’ospedale Maggiore di Parma - spiega l’avvocato Longo - e nelle prossime ore verrà disposta l’autopsia sulla salma. La famiglia nominerà un consulente per presenziare all’esame autoptico».

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