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Posati i teloni e i sacchetti per rinforzare la sponda

L’Aipo è intervenuta per mettere in sicurezza il nuovo terrapieno di via Imperiale Molti residenti hanno seguito le operazioni, presenti i commissari di Brescello

BRESCELLO. Un’importante opera di messa in sicurezza dell’argine che il 12 dicembre ha ceduto e causato l’inondazione di Lentigione. Questa l’attività avviata da ieri mattina da Aipo e dagli operai delle ditte incaricate – Flumar e Gazzini – sulla sponda dell’argine di via Imperiale, teatro della più volte citata rottura provocata dall’Enza. Un rinforzo che garantirà una buona soglia di sicurezza e che permetterà ai residenti della frazione brescellese di dormire sonni più tranquilli rispetto agli ultimi giorni, quando più volte sono riaffiorati gli interrogativi sui pericoli del post piena.

La telonatura ha interessato un raggio di circa 180 metri, a fronte dei 160 lungo i quali si era verificata la rottura. I teloni sono poi stati “picchettati” e rinforzati con centinaia di sacchetti, nell’attesa che la terra fresca del nuovo tratto di argini arrivi a seccarsi e irrobustirsi. Per questo processo ci vorranno diversi mesi e in questo senso la telonatura aiuterà a scongiurare eventuali pericoli.

Ieri mattina, sul posto, oltre a una decina di operai, anche gli ingegneri di Aipo Mirella Vergnani e Massimo Valente, insieme ai commissari del Comune di Brescello Giacomo Di Matteo e Antonio Oriolo, che hanno monitorato in prima persona l’avanzamento dei lavori. «Abbiamo realizzato il rifacimento dell’argine – afferma l’ingegnere Vergnani, che segue i lavori – e, per conferire maggiore sicurezza, abbiamo deciso di ritelonarlo completamente su tutta la parte nuova in modo tale che eventuali innalzamenti del torrente non causino particolari criticità, perché l’argine stesso non è ancora ricoperto di erba. Fino a quando non lo sarà, avrà un grado di sicurezza inferiore rispetto al normale: fino a primavera resterà telonato poi verrà aperto, seminato e nel giro di un annetto andrà a regime».

Il rifacimento dell’argine – hanno aggiunto gli ingegneri di Aipo – è stato portato a termine in tempi record. In media, per un’operazione di questo tipo occorre circa un mese, mentre in questo caso il tratto interessato dalla rottura è stato riformato nel giro di una decina di giorni.

Nel corso della giornata la voce della telonatura si è sparsa tra i residenti e diversi di loro hanno voluto andare ad accertarsi di persona del lavoro compiuto, con la speranza che questa misura di sicurezza possa rivelarsi sufficiente per contrastare eventuali nuove ondate di piena.

Di fatto, con questo lavoro la sicurezza è assolutamente garantita qualora dovesse verificarsi – relativamente alle condizioni del torrente Enza
– un’allerta “arancione”, ossia di moderata criticità, mentre sarebbe da valutare in caso di allerta “rossa”, che significa criticità elevata.

Uno scenario, questo, sì grave ma in termini di probabilità difficilmente ripetibile in tempi brevi.

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