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Reggio Emilia, il bilancio dei carabinieri: reati in calo in tutta la provincia

Secondo i dati del 2017 diffusi dall’Arma reggiana in un anno i delitti sono calati, mentre sono aumentati arresti e denunce e i dissidi domestici

REGGIO EMILIA. Oltre 265mila telefonate per una media di 720 al giorno, quasi 20mila servizi di pattugliamento e circa 140mila persone controllate e identificate. E ancora, 393 arresti, 3.173 denunciati e 697 servizi di ordine pubblico con l’impiego di 2.530 militari.

Reggio Emilia, il bilancio di fine anno dei carabinieri reggiani REGGIO EMILIA. Reati in calo e impegno rinnovato. Ecco il bilancio di fine anno dei carabinieri di Reggio Emilia, presentati dal comandante provinciale dell'Arma, colonnello Antonino Buda.

Sono numeri imponenti quelli contenuti nel bilancio annuale dei carabinieri di Reggio Emilia che, puntualmente, fotografa la situazione di tutto il territorio provinciale. Non solo dei freddi dati ma un modo per interpretare i cambiamenti della nostra società, uno specchio sulla sicurezza effettiva e sulla percezione di sicurezza dei reggiani.

E confrontando i crimini del 2016 con quelli del 2017 emerge, contrariamente a quanto affermato da qualcuno, un generalizzato calo della delittuosità, a fronte di un lieve aumento dell’attività repressiva (+17% di arresti e +11% di denunce). Per quanto riguarda i reati contro il patrimonio, rimangono le abitazioni private gli obiettivi maggiormente colpiti dai ladri e che, quindi, rappresentano la problematica più rilevante della provincia.

Per quanto riguarda invece le zone più “sicure”, meno colpita resta la zona dell’Appennino mentre i territori maggiormente interessati dai furti, oltre al capoluogo, sono i Comuni del comprensorio ceramico al confine con la provincia di Modena – Scandiano, Casalgrande, Rubiera e Castellarano – e i centri della Val d’Enza a ridosso della provincia di Parma, spesso raggiunti dai cosiddetti pendolari del crimine. Bande di malviventi che dal milanese e dal Veneto vengono in trasferta nel reggiano tramite il casello autostradale Canossa - Terre matildiche.

Parlando poi dei militari impegnati sul territorio, dall’inizio dell’anno l’Arma ha effettuato 19.450 servizi di perlustrazione con l’impiego complessivo di 38.900 carabinieri e 2.100 pattuglie a piedi per un totale di 4.200 uomini. Complessivamente sono stati scoperti 3.038 reati (2.535 nel 2016) tra cui due omicidi, 34 rapine, 596 furti, 373 truffe e frodi informatiche, 118 reati di spaccio di stupefacenti, 11 estorsioni e infine 22 violenze sessuali.

Oltre all’attività preventiva e repressiva, i carabinieri reggiani sono stati impegnati in numerose attività di soccorso: 209 gli interventi totali per richieste di soccorso – molte delle quali fondamentali per salvare vite umane – con l’impiego complessivo di oltre 400 militari.

Incessante anche l’impegno a contrastare il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti, un commercio purtroppo mai in crisi. In questo settore l’elemento di novità del 2017, documentato dalle indagini antidroga dei carabinieri, è certamente la scesa in campo della malavita cinese nel peculiare traffico di eroina, soprattutto nel Comune di Reggio Emilia.

Al riguardo, tra le principali operazioni antidroga, rilevante quella conclusa ad agosto quando i militari del capoluogo, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, hanno arrestato – in una delle più remunerative piazze di spaccio della città – anche un cittadino cinese trovato in possesso di oltre 100 dosi di eroina thailandese. Immancabili infine, viste le infiltrazioni mafiose portate alla luce con il processo Aemilia, le indagini nel campo della criminalità organizzata. Nello specifico i militari si sono concentrati sui cosiddetti “reati spia” come gli incendi dolosi di automobili, le estorsioni e lo strozzinaggio.

Nonostante il 2017 non ha destato particolari preoccupazioni in questo senso, la situazione in provincia continua ad evidenziare caratteristiche peculiari. Come, ad esempio, il forte radicamento delle consorterie calabresi, soprattutto quelle originarie della Provincia di Crotone. In virtù di questo, viene mantenuta alta la soglia di attenzione anche sugli appalti minori e quelli privati.
 

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