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«Violentato dall’amico dei miei genitori»

Bassa reggiana: dopo 8 anni da incubo un ragazzo denuncia un artigiano 56enne che ieri è finito agli arresti domiciliari

BASSA REGGIANA. Morbose attenzioni al figlio di una coppia di amici. Una vicenda-shock prolungatasi per ben otto anni – dal 2008 al 2016 – secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Guastalla coordinati in questa delicatissima inchiesta dal pm Valentina Salvi.

Ieri pomeriggio è finito agli arresti domiciliari un artigiano di 56 anni di cui non forniamo le generalità (come neppure indichiamo il paese al centro di questa storia orrenda) per non rendere identificabile il ragazzo che da quando aveva 13 anni e sino a 21 anni ha subìto violenze sessuali dall’amico di famiglia, trovando la forza di denunciare il tutto solo alla fine dell’anno scorso, innescando le indagini. Stiamo parlando di un ragazzo (minorenne per gran parte della vicenda) che ora deve convivere con continui attacchi di panico e si trova in estrema difficoltà sia nelle relazioni sociali che nell’attività scolastica e professionale. Una vittima che ha sempre subìto in silenzio – così lo descrivono i carabinieri – temendo per la propria famiglia, perché il 56enne con la forza e con le minacce l’avrebbe tenuto a lungo in pugno in quel modo, cioè prospettando ritorsioni. Essendoci di mezzo oltretutto un amico di famiglia, il ragazzo temeva anche di non essere creduto dai familiari, poi pian piano ha saputo abbattere quel muro psicologico, con le prime ammissioni ai genitori. Fra l’altro la madre era già sul chi va là, perché d’estate, durante una vacanza (le famiglie si sono sempre frequentate assiduamente), si era insospettita per gli atteggiamenti dell’amico con altri ragazzi, per lei qualcosa di scabroso che andava ben al di là di semplici comportamenti amichevoli di un adulto con persone ben più giovani di lui.

La denuncia – dall’inquietante contenuto pedofilo, condito anche da messaggi spinti – finita sul tavolo del pm Salvi ha fatto partire nell’anno in corso tutta una serie di accertamenti da parte dei carabinieri della compagnia di Guastalla che di recente hanno portato il magistrato a chiedere al gip Angela Baraldi una misura restrittiva per l’indagato. Sono stati disposti gli arresti domiciliari, scattati da ieri pomeriggio per il 56enne, a cui è stato notificato il provvedimento in caserma. Entro cinque giorni – come previsto per legge – dovrà affrontare l’interrogatorio di garanzia. L’artigiano è difeso dai legali Carmelo e Liborio Cataliotti. «Non voglio esprimermi – si limita a dire alla Gazzetta l’avvocato
Liborio Cataliotti – prima d’aver letto tutti gli atti d’indagine. Abbiamo chiesto con urgenza copia degli atti e solo domani (oggi per chi legge, ndr) incontrerò il mio assistito. Ci prepariamo all’interrogatorio, al momento non aggiungo altro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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