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Alluvione Lentigione, la pista ciclabile è nel dossier che ha sciolto il Comune di Brescello

I lavori alla ciclabile, che secondo Bonini avrebbero causato la rottura dell’argine, nel mirino della Commissione

BRESCELLO. Il 9 novembre 2013, il Comune di Brescello saldò una liquidazione di 33.330 euro. Il 22 novembre successivo, l’allora prefetto, Antonella De Miro, respinse la richiesta di entrare nella White List. E quei lavori finirono in seguito anche nella relazione inviata al ministero dell’Interno dalla commissione d’accesso che, supportata dall’impegno dei carabinieri del nucleo investigativo, portò allo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Brescello.

C’è anche la New Project snc di Bibbiano fra le aziende che hanno realizzato la ciclabile finita nel mirino di Volmer Bonini, presidente del comitato di coordinamento regionale della protezione civile, per il quale l’alluvione del 12 dicembre è dovuta ai lavori di realizzazione della pista «al di sotto della quale è stato scavato un cassonetto profondo alcune decine di centimetri e della larghezza di oltre due metri, che è stato riempito con materiale inerte assolutamente non idoneo».

Un argine sul quale, in funzione della ciclabile – concepito originariamente come infrastruttura di servizio per le attività di protezione civile – era stato realizzato un cassonetto, poi riempito e ultimato con un doppio strato di pavimentazione. Proprio quest’ultimo intervento di pavimentazione è stato realizzato dalla New Project snc, all’epoca di Sassi Devid, che venne interdetta dalla Prefettura qualche settimana dopo il pagamento del saldo dei lavori. La mancata iscrizione nella White List finì successivamente anche nel mirino del M5s, secondo i quali l’interdizione era legata ai «rapporti dei soci con i Muto per la gestione della discoteca Italghisa con la società C-Project srl».

I lavori, stimati in 108mila euro, erano partiti il 4 agosto 2008, affidati il 20 giugno precedente con una procedura negoziata alla quale furono invitate 5 aziende. «Una gara ufficiosa», si legge nei documenti del Comune. A spuntarla, con un ribasso del 10%, per una cifra pari a 81mila euro, l’azienda bibbianese. Interrotti per un frana circa un mese dopo l’avvio, i lavori sono quindi ripresi il 26 agosto 2013, per essere ultimati il 2 settembre dello stesso anno. La New Project, successivamnente,

ha cambiato forma giuridica, passando da snc (società in nome collettivo) a sas (Società in accomandita Semplice). Ma, nonostante i cambiamenti societari, non ha mai opposto ricorso di fronte alla decisione del prefetto di esclusione dalla White List. (e.spa.)
 

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