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La storica merceria-edicola cessa l’attività dopo 83 anni

Bibbiano, Anna Maria Bertolini e Gaetano Paletta chiudono il negozio a fine anno I coniugi: «Nessuno ha voluto raccogliere il testimone, lasciamo a malincuore»

BIBBIANO. Serrande abbassate dopo 83 anni di ininterrotta attività. Domenica 31 dicembre a Bibbiano la cartoleria Bertolini Paletta, attiva anche come edicola, libreria e merceria, chiuderà definitivamente. I titolari Anna Maria Bertolini e Gaetano Paletta si dedicheranno al riposo, dopo aver cercato invano un successore, e il piccolo negozio di via Venturi, nel cuore bibbianese, non sarà più aperto al pubblico. È la fine di una storia iniziata prima della guerra, nel 1934, avviata da Ferruccio Bertolini e dalla moglie Angiolina Cervi e poi passata alla figlia Anna Maria col marito Gaetano. All’epoca la coppia rilevò una bottega da Oscar Catellani e l’11 marzo 1934 si presentò agli abitanti.

In quel periodo l’esercizio era una stanzetta in una casa di quello che oggi è viale Gramsci, la classica merceria in cui si trovava di tutto, dalla cartoleria alla biancheria e agli accessori, destinata a diventare fisiologicamente uno dei ritrovi per la piccola comunità locale. Sempre negli anni ’30 arriva il primo trasferimento, nella storica villa del conte Palazzi-Trivelli, accanto al municipio, un edificio poi demolito nel 1960. In quell’anno si passa alla casa attuale, via Venturi, che ha resistito per ben 57 anni. La gestione iniziale era curata da Ferruccio e Angiolina con la figlia Dimma, nel 1969 l’attività passò all’altra figlia Anna Maria poi affiancata dal marito Gaetano, presente sino ad oggi. Per la coppia Bertolini-Paletta l’addio non può che essere agrodolce, una miscela fra la meritata possibilità di rilassarsi e la nostalgia e l’amarezza per la fine di un percorso che ha segnato gran parte della propria vita. Un cammino che avrebbero visto volentieri proseguire, affidato a nuove mani. «A malincuore, è arrivato anche per noi il momento di chiudere: nessuno ha voluto raccogliere il testimone», raccontano i due coniugi. È la conclusione di tanti cambi di prospettiva anche lavorativa, segnati sempre dalla presenza dei bibbianesi: «In questi lunghi anni, abbiamo sempre costruito il nostro lavoro con professionalità e dedizione: siamo sopravvissuti agli ipermercati, alla grande distribuzione, alla rete che ha cambiato il modo in cui le persone si informano – continuano – Ce l’abbiamo sempre fatta, soprattutto grazie ai clienti: uomini, donne e bambini che hanno sempre creduto in noi. Il nostro “grazie” è tutto per loro, augurandoci di vederli entrare in negozio ancora una volta per ricordare insieme la nostra bellissima storia».

Per molti abitanti del paese, è una novità traumatica, il luogo in cui hanno fatto spese e comprato giornali per la loro intera vita non ci sarà più. «In tanti, in questi ultimi giorni, ci chiedono: “E adesso dove andremo a comprare il giornale? Come faremo, se chiudete?”. C’è chi si ferma a condividere con noi i ricordi di questo posto: le figurine comprate da bambini, l’emozione nel ritirare per la prima volta i libri di scuola, le chiacchiere mattutine prima di andare al lavoro», sorridono malinconici i gestori.

E non mancano le cartoline dal passato: «I clienti più anziani ricordano ancora i caffè che mia madre offriva loro nel retrobottega, o mio padre che tagliava vetri nel magazzino al piano inferiore,
gli stessi vetri che poi correva a montare nelle stalle del circondario. Sono ricordi che ci commuovono, ma che ci raccontano anche quanto questo piccolo negozio sia diventato nel tempo uno dei cuori della comunità bibbianese», riflette ora Anna Maria.

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