Quotidiani locali

Frane, Appennino isolato ed è polemica sui fondi

Miscoso isolata e Gatta Pianello chiusa simbolo delle difficoltà nei trasporti e intanto i servizi al cittadino vengono concentrati sempre più verso la Pianura

VENTASSO. L’anno che sta per chiudersi farà segnare alcuni record senz’altro non positivi dal punto di vista climatico: temperature tropicali e siccità estrema in estate, seguite in autunno da precipitazioni concentrate e violente che hanno portato danni consistenti. Di sicuro la situazione in cui l’Appennino chiude l’anno e aprirà il 2018 è di emergenza per le frane.

A Miscoso continua l’isolamento del paese sul versante reggiano. La frana che si è verificata lo scorso 12 dicembre ha portato via una intera carreggiata della provinciale 15, in un punto poco lontano dalla frazione, la più distante da Reggio dell’intera provincia ma dove risiedono una quarantina di persone, per lo più anziani, e si trova anche un rinomato ristorante, La Montanara, che ha dovuto affrontare il periodo delle Feste con questo handicap di non poco conto.

Nei giorni scorsi il Sindaco di Ventasso Antonio Manari ha annunciato lo stanziamento da parte della Provincia di fondi di emergenza per aprire un passaggio pedonale, e l’attivazione di una navetta che farà la spola tra Ramiseto e il punto appena a valle della frana, ma ovviamente si dovrà provvedere il prima possibile a un consolidamento per arrivare alla riapertura della strada almeno a una corsia a senso unico alternato, visto che attualmente l’unico modo di arrivare in paese è passando dall’Appennino parmense e poi attraverso la Toscana e il passo Lagastrello.

L’altro grave danno che si è verificato a causa del maltempo delle scorse settimane è sulla pista Gatta Pianello: l’ingrossamento del Secchia è avvenuto negli stessi giorni in cui l’Enza è tracimato a Lentigione di Brescello. Qui in montagna il fiume si è portato via lunghi tratti della pista, molto utilizzata dalla popolazione del crinale per arrivare verso la zona delle ceramiche, ma anche per poi risalire verso Castelnovo Monti. Anche in questo caso per pensare a una riapertura sono indispensabili lavori che si prospettano consistenti, con tempistiche al momento assolutamente incerte, e al di là di una semplice riapertura si pone il tema di predisporre migliori difese spondali per evitare il ripetersi di situazioni analoghe in futuro (l’ultima volta un danno del genere si era verificato nel 2009).

L’Appennino si sveglia quindi nell’anno nuovo in una condizione di isolamento e disagio, in una fase storica in cui questo rappresenta un problema assai più grave anche solo rispetto a pochi anni fa.

Intanto si lotta per il reperimento delle risorse necessarie a intervenire e sistemare i danni. A Miscoso titolare della strada franata è la Provincia, con il presidente Giammaria Manghi che più volte ha lamentato l’impossibilità attuale dell’ente a provvedere anche solo alla manutenzione ordinaria delle proprie infrastrutture a seguito della decurtazione di fondi che negli ultimi anni il governo ha predisposto per questi enti.

La Gatta Pianello negli ultimi anni è stata oggetto di cure da parte del Comune di Villa Minozzo e del Parco nazionale, ma ora non sembrano esserci a disposizione fondi sufficienti per il ripristino, tanto che il presidente del Parco, Fausto Giovanelli, si è appellato alla Regione chiedendo risorse straordinarie a questo scopo (vedi articolo a destra).

Tutto questo mentre diversi servizi vivono una riorganizzazione che ne porta l’accentramento
verso la pianura e la città, con il Punto nascite di Castelnovo Monti che rappresenta l’esempio più eclatante, facendo leva proprio sulla rapidità dei trasporti e dei collegamenti, che però non è mai sembrata così precaria come in questi giorni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Reggio Emilia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PERCORSI

Guida al fumetto: da Dylan Dog a Diabolik