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Bibbiano, negozio storico chiude dopo 83 anni di attività

Si tratta della cartoleria edicola di via Venturi, aperta nel lontano 1934 da Ferruccio Bertolini e la moglie Angiolina Cervi e oggi gestita dalla nipote Anna Maria Bertolini e dal marito Gaetano Paletta

BIBBIANO. L'ultimo appuntamento con i clienti sarà domenica 31 dicembre, occasione per ringraziare tutti e salutare con una svolta, per la famiglia di gestori, davvero epocale il 2017. Chiude infatti in questa data lo storico negozio, edicola ma anche cartoleria e libreria _ all'interno c'è davvero di tutto come sa bene chi per decenni l'ha frequentato _ gestito da Anna Maria Bertolini e il marito Gaetano Paletta e che si trova nella centrale via Venturi.

Ha attraversato indenne quasi un secolo di storia, dagli anni terribili del fascismo e della guerra a quelli entusiasmanti del boom economico fino a crisi sempre più imprevedibili. Lo storico negozio di Bibbiano, sopravvissuto al Secolo Breve e ai suoi confusi sviluppi, si prepara ora alla chiusura: il 31 dicembre, la cartoleria edicola libreria merceria Bertolini Paletta abbasserà la saracinesca per l’ultima volta, concludendo una vicenda iniziata nel lontano 1934.

"In tanti, in questi ultimi giorni, ci chiedono: E adesso dove andremo a comprare il giornale? Come faremo, se chiudete?’” _ racconta la Bertolini, che per anni ha curato l’attività assieme al marito, Gaetano Paletta _ C’è chi si ferma a condividere con noi i loro ricordi di questo posto: le figurine comprate da bambini, l’emozione nel ritirare per la prima volta i libri di scuola, le chiacchiere mattutine prima di andare al lavoro… I clienti più anziani ricordano ancora i caffè che mia madre offriva loro nel retrobottega, o mio padre che tagliava vetri nel magazzino al piano inferiore – gli stessi vetri che poi correva a montare nelle stalle del circondario. Sono ricordi che ci commuovono, ma che ci raccontano anche quanto questo piccolo negozio sia diventato nel tempo uno dei cuori della comunità bibbianese".
 
 
Ferruccio Bertolini e la moglie Angiolina Cervi avevano scelto una domenica, l’11 marzo 1934, per aprire i battenti, dopo aver rilevato l’attività da Oscar Catellani. All’epoca, il negozio non era che una piccola stanza in una casa di viale Gramsci, ma vi si trovava già di tutto: era uno di quei vecchi empori di paese dove si entrava per ogni necessità, e che finivano per diventare uno dei centri della vita della comunità.
 
Poco dopo l’apertura, il negozio si era trasferito nella storica villa del conte Palazzi-Trivelli, accanto al municipio, che venne demolita nel 1960, per poi trovare la sua sede definitiva in via Venturi, nel pieno centro del paese. Ferruccio lo ha gestito assieme alla moglie e alla figlia Dimma fino al 1969; da quel momento in poi, è toccato ad Anna Maria prima e Gaetano poi, e sarà lui a curare l’attività fino ai suoi ultimi giorni.
 
“A malincuore, è arrivato anche per noi il momento di chiudere: nessuno ha voluto raccogliere il testimone”, racconta Paletta. “In questi lunghi anni, abbiamo sempre costruito il nostro lavoro con professionalità e dedizione: siamo sopravvissuti agli ipermercati, alla grande distribuzione, alla Rete che ha cambiato il modo in cui le persone si informano. Ce l’abbiamo sempre fatta soprattutto grazie ai clienti: uomini, donne e bambini che hanno sempre creduto in noi. Il nostro ‘grazie’ è tutto per loro, augurandoci di vederli entrare in negozio ancora una volta per ricordare insieme la nostra bellissima storia”. 
 

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