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Natale a casa per gli alluvionati

Lentigione, grande partecipazione alle celebrazioni e c’è chi per la festa è tornato nella sua abitazione

LENTIGIONE. “A Natale puoi”... scoprire il forte senso di Comunità e il desiderio, oltre alla necessità, di rimboccarti le maniche per ripartire e per aiutare gli altri a fare lo stesso. Uno spirito che accomuna la maggior parte dei lentigionesi fin dalle prime ore dell’emergenza alluvione e che il Natale ha contribuito a rendere evidente, rafforzato dalla solidarietà che continua ad arrivare da più parti.

Grande l’affluenza dalle comunità vicine anche alle messe, a Brescello, per quella di mezzanotte – celebrata qui per motivi di sicurezza – e a Lentigione, la mattina di lunedì. Entrambe le cerimonie religiose sono state molto partecipate e si è registrata una grande affluenza dalle parrocchie limitrofe: a Lentigione erano presenti in gran numero fedeli di Boretto e di Brescello.

Hanno partecipato numerosi gli uomini della protezione civile, che in queste settimane hanno dato un contributo fondamentale. A mezzanotte a Brescello c’erano il commissario Giacomo Di Matteo e il presidente della Provincia Giammaria Manghi. «C’è stata tanta partecipazione – ha commentato don Evandro Gherardi –. È stato un forte segno di solidarietà che ha fatto bene a tutti. Stare insieme in questi momenti di estrema difficoltà conta molto».

C’è poi chi il Natale non ha rinunciato a trascorrerlo nella propria casa, seppure costretto nei soli piani alti: come Lorenzo Bianchi che, su Facebook, posta la foto di una pentola di cappelletti sul fornello: «Buon Natale. Noi di Lentigione si festeggia il rientro a casa. Per ora solo piani alti. Dopo l’alluvione si cerca di ritornare a vivere...».

«Il paese in sé è morto – è la nota amara di don Evandro Gherardi –. Alcuni sono rientrati per Natale, ma in generale la gente non ha molta voglia: in molte case manca ancora il riscaldamento, come nella zona vicina all’argine nord dove è stata tolta l’acqua solo da poco: in questa zona sono circa una trentina le case anche se non tutte di residenti in pianta stabile. Diciamo che piano piano si cerca di tornare alla normalità, ma la situazione è ancora molto precaria. E diversa da casa a casa».

E se la cosa che più ha colpito in positivo il sacerdote è stata la «reazione all’emergenza della maggioranza dei lentigionesi, che hanno superato in poco tempo la rabbia per darsi da fare», indubbio è il timore di Gherardi: «Questo evento ha segnato molto le persone, anche dal punto di vista psicologico. Un trauma che sarà difficile superare. Per alcuni c’è la tentazione di chiudersi in sé stessi, di non uscire più di casa, e questo temo sia il pericolo più grande».

Su Facebook intanto le note di “servizio” non si spengono neppure nella festa: diversi e partecipati per esempio sono i sondaggi sul funzionamento

delle linee telefoniche.

E corre sul social la voglia di ripartire, di “non mollare mai”, frase che ricorre nei gruppi “Lentigione” e “Noi siamo Lentigione”, tra i mille auguri. Lo spirito del Natale che ne emerge è proprio questo: «Siamo forti, insieme ripartiremo».

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