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Muore in auto dopo il pranzo di Natale

Pensionato di 85 anni esce di strada con la sua Panda e sbatte contro il manufatto in cemento di un fossato

REGGIO EMILIA. Era andato a casa del fratello, ad Albinea, per partecipare insieme ai parenti al tradizionale pranzo di Natale. Prima che calasse il buio, Mario Nadalutti, pensionato di 85 anni residente da tempo a Bagnolo in Piano, ha salutato tutti, è salito sulla sua Fiat Panda e ha intrapreso la strada di casa. Abitava in via Labriola 1 e, anche se avrebbe dovuto percorrere poco più di venti chilometri, voleva viaggiare alla luce del giorno, in sicurezza, per non correre rischi.

Giunto in via Mozart, però, per cause in corso d’accertamento da parte della polizia municipale di Reggio, mentre percorreva la strada in direzione di Massenzatico, l’anziano ha perso il controllo della sua auto, ha sbandato verso destra finendo nel canale che costeggia la strada ed è andato a sbattere contro un manufatto in cemento di un passo carrabile.

Erano circa le 16 del pomeriggio di Natale quando, sul posto, sono intervenuti i volontari della Croce Rossa, con un’ambulanza partita dalla vicina sede di via Vertoiba, i vigili del fuoco di Reggio e l’automedica dell’ospedale Santa Maria Nuova.

Mario Nadalutti, che per tanti anni era stato arruolato nella marina militare italiana e che, fino alla pensione, aveva poi lavorato alla prefettura di Reggio, è stato estratto ancora vivo dall’abitacolo della sua Panda ma è poi morto pochi minuti dopo a bordo dell’ambulanza, mentre medico, infermiere e volontari cercavano di salvargli la vita.

Non è ancora stato chiarito se il pensionato sia uscito di strada a causa di un malore improvviso (sull’asfalto non ci sono segni di frenata) che ha poi causato il suo decesso o se sia morto a causa dei traumi riportati nello schianto.

Di certo, il conducente indossava regolarmente le cinture al momento dello schianto e pure gli airbag sono entrati in funzione, attutendo eventuali colpi. Per questo motivo, l’ipotesi più probabile sembra essere quella di un malore.

La salma, ricomposta all’obitorio dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio, è ora a disposizione della procura di Reggio, con il sostituto procuratore Giacomo Forte che dovrà decidere se far eseguire l’autopsia o concedere il nulla osta per i funerali.

Mario Nadalutti, originario della Carnia, in Friuli, dopo essersi arruolato in Marina al termine della seconda guerra mondiale e aver girato il mondo
per vent’anni sulle navi da guerra, viveva nel Reggiano da una cinquantina d’anni, da quando cioè nel 1968, dopo essersi sposato con una donna di Bologna, aveva ottenuto un incarico civile alla prefettura di Reggio, dove aveva lavorato fino alla pensione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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