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Perseguita e schiaffeggia la sua ex il giudice lo condanna a un anno

Barista messa sotto pressione con messaggi e offese, poi le botte nel locale in cui lavora Lui: «Solo litigi per la gestione del bimbo, al quale sono molto legato». Il gup lo condanna a un anno  

REGGIOLO. Dal momento in cui si è rotta la convivenza, sono state solo “scintille” fra un disoccupato e una barista. E per le indagini del pm Maria Rita Pantani, queste ostilità sono durate ben cinque anni (dal 2012 al 2017), per di più con un figlio di mezzo, che ora ha undici anni (per la presenza di un minorenne di cui va tutelata la privacy, non forniremo le generalità dei genitori ai ferri corti).

Una coppia – quindi – che scoppia, ma quelle incomprensioni sono finite a carte bollate, e le querele della 39enne hanno portato gli inquirenti ad identificare due accuse nei confronti dell’ex compagno: atti persecutori e lesioni personali. Nel primo caso il 41enne è accusato di aver messo lungamente sotto pressione l’ex convivente, specie con insistiti messaggi telefonici e offese. La seconda imputazione riguarda quanto accaduto nell’aprile di quattro anni fa nel bar dove lavora la donna, in cui, al culmine di un litigio, l’ex convivente ha schiaffeggiato e spintonato la barista (verrà medicata e la prognosi sarà di tre giorni).

Una storia piuttosto contrastata, come di recente è emerso anche in tribunale a Reggio Emilia, in cui l’ex compagno (difeso dall’avvocato Fabrizio Pancaldi) è stato giudicato con rito abbreviato, quindi con sconto di pena di un terzo (precedentemente, in Procura, non era stato trovato un accordo per il patteggiamento fra l’avvocato Pancaldi e il pm Pantani).

La barista – sentita nell’udienza preliminare e costituitasi parte civile tramite l’avvocato Ilaria Castagnoli – non solo ha confermato quanto esposto nelle querele, ma ha pure rimarcato che l’ex convivente, con la scusa del bambino, non faceva altro che continuare a perseguitarla e offenderla. L’ex compagno – sempre presente in udienza – ha invece lasciato che fosse il suo difensore a replicare in aula: «I litigi ci sono stati – ha argomentato l’avvocato Pancaldi – ma erano finalizzati solo la gestione del figlio. Il mio assistito è molto legato al bambino». La procura ha chiesto una condanna a 1 anno e 2 mesi di reclusione,

mentre il gup Angela Baraldi, concedendo le attenuanti generiche, ha emesso una sentenza più contenuta: un anno di reclusione, ma con pena sospesa, oltre al pagamento di una provvisionale alla parte civile di mille euro.(t.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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