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Investì la prof, la guardia va a processo

L’agente della penitenziaria è accusato di omicidio stradale ed omissione di soccorso. Già risarciti i familiari della vittima

REGGIO EMILIA. Indagine chiusa da parte del pm Isabella Chiesi e fra due mesi il processo per l’agente della polizia penitenziaria 53enne che la notte dell’8 aprile scorso, al volante della sua auto, ha travolto e ucciso l’insegnante di tedesco coetanea Luzia Klein mentre rincasava in bicicletta percorrendo via Teggi, a Codemondo.

Sbalzata a quindici metri di distanza per poi ricadere nel fossato: Luzia era morta all’istante. Pesanti le accuse nei confronti dell’investitore che risiede a Bibbiano: omicidio stradale ed omissione di soccorso. All’udienza preliminare non si costituirà la famiglia della vittima: tutelati dall’avvocato Mauro Intagliata, i familiari (marito e tre figli, nonché due sorelle che vivono in Germania ed un fratello che risiede in Australia) sono stati infatti già risarciti dalla compagnia assicurativa dell’automobilista.

Assistito dall’avvocato difensore Federico De Belvis, il poliziotto si era costituito solo due giorni dopo l’incidente mortale e al comando della polizia municipale aveva detto di non aver capito che cosa avesse urtato e ipotizzato in un secondo momento che si trattasse di un capriolo quando aveva visto i danni alla sua auto.

Un testimone dell’incidente aveva riferito agli inquirenti che l’automobilista si era fermato – quella notte, dopo lo schianto – cento metri più avanti, senza scendere, e poi era ripartito. In questi mesi le indagini hanno detto altre cose. Gli accertamenti sui campioni di sangue ed urine del 53enne non hanno evidenziato nulla di particolare sul suo stato psicofisico (anche se va detto che sono stati effettuati solamente due giorni dopo il tragico incidente), inoltre gli esiti dell’autopsia e i rilievi sull’auto dell’indagato sono risultati compatibili con la ricostruzione dell’incidente fatta dalla Municipale. L’insegnante indossava quella notte un giubbotto catarifrangente ma aveva con sè pure uno zaino: che in quel modo la donna in bici potesse o meno essere visibile lungo la strada sarà sicuramente un aspetto delicato al centro

del processo. Luzia Klein era insegnante di tedesco al “Russell” di Guastalla, medico omeopata e madre di famiglia: la sua tragica fine, complice un pirata della strada, ha innescato fior di polemiche sulla sicurezza delle nostre strade.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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