Quotidiani locali

Adesso i truffatori usano anche i bimbi

Segnalata un’Opel Zafira dalla quale scende un piccolo di 8 anni che chiede soldi per le scuole elementari

CASTELLARANO. Una truffa che usa le scuole, le feste di Natale e soprattutto un bambino come leva. Un inganno triste e per molti versi doloroso, quello segnalato nei giorni scorsi a Castellarano.
Diverse persone hanno raccontato di una famiglia che gira per le abitazioni e i negozi della zona a bordo di una monovolume grigia, una Opel Zafira. Sulla vettura un adulto che rimane sempre dentro e un bimbo, di età attorno agli 8 anni, che scende e dice di essere un alunno delle scuole elementari di Castellarano.
Il bimbo si presenta come partecipante a una fantomatica raccolta fondi sotto forma di lotteria, organizzata dalla scuola per finanziare delle gite. Pertanto chiede soldi agli abitanti e ai commercianti. Di per sé, la scenetta è molto simpatica, e difficilmente chi viene interpellato da un piccolo volontario impegnato per la scuola del suo paese si tira indietro.

Peccato che la storia sia un inganno, e che non esista alcuna lotteria promossa dalla scuola. Le voci sono rimbalzate anche in ambiente scolastico, mettendo in allarme i docenti e il personale, ben consapevoli di non aver organizzato né promosso alcuna iniziativa di questo genere. A forza di domande e di verifiche è stata ricostruita la storia, già segnalata ai carabinieri della stazione di Castellarano.
Il vicesindaco Paolo Iotti, docente alle scuole del paese e quindi doppiamente coinvolto, invita tutti a fare attenzione. «Attenzione. La scuola elementare di Castellarano non ha organizzato alcuna lotteria per le feste di Natale; non è vero che c’è una lotteria per finanziare le uscite didattiche. Da un’auto - una Opel Zafira grigia- scende un bambino in età da scuola elementare; il bimbo non è della nostra scuola, l’adulto alla guida dell’auto vista a Castellarano non è un genitore della nostra scuola», scrive Iotti sul proprio profilo Facebook. E aggiunge: «Le forze dell’ordine sono informate attraverso canali tradizionali; questo post su Facebook vuole essere un aiuto a mantenere un atteggiamento di vigilanza e attenzione».

Il risultato, in questo senso, è stato ottenuto, perché già oltre centoquaranta persone hanno condiviso il suo appello, così da avvisare altri abitanti e magari permettere di fare pienamente luce sulla vicenda. Si tratta probabilmente di una truffa ormai collaudata, che nei vari periodi dell’anno si può riproporre con minime variazioni di tema, cambiando ovviamente luogo di azione. Per funzionare,

però, necessita di un bimbo che impersoni il volontario alla ricerca di fondi per le gite della sua scuola, chiamato anche lui a recitare un ruolo e un copione ogni volta leggermente diverso. E questo è uno degli aspetti più amari della storia. (adr.ar.)
©RIPRODUZIONE RISERVATa

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Reggio Emilia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon